Roma, gli assi mancanti

Non ci sono certezze sul ds, De Sanctis è solo ad interim. Da Pau Lopez a Dzeko, l’ossatura non conosce il futuro

di Redazione, @forzaroma

Di certezze – tolto il passaggio di consegne da Pallotta a Friedkin – non ce ne sono. Basterebbe pensare alla spina dorsale della squadra (ds, allenatore, portiere e centravanti) per rendersene conto, scrive Stefano Carina su “Il Messaggero”.

Il ds non c’è. O meglio, c’è De Sanctis che già sa che la sua carica è ad interim. Se poi toccherà ad Ausilio, Paratici o Giuntoli sostituirlo, questo non dipenderà dalla Roma ma dai rapporti (poco saldi) dei tre con i rispettivi club di appartenenza. Tocca poi all’allenatore. Che in queste due settimane di vacanza ne ha lette e sentite di tutti i colori. Nessuno però inventa nulla e se la linea che ormai va per la maggiore è che l’ex Shakhtar rimane perché i tempi sono stretti e i costi alti per immaginare un ribaltone, non bastano i contatti diretti che in questi giorni Paulo ha avuto con il Ceo Fienga, confrontandosi sul mercato. La conferma del portoghese si basa su piedi d’argilla. Basterà la prima curva sbagliata, per ritrovarsi con le gomme a terra. Servirebbe una dichiarazione pubblica, della proprietà o della dirigenza in loco, volta a rafforzarlo all’esterno e, particolare da non sottovalutare, all’interno.

Dzeko è passato dall’essere nel lockdown quel calciatore dai costi insostenibili per un club che per due anni ha mancato la Champions a incedibile, “a meno che non sia lui a chiedere di andar via” negli ultimi giorni. Situazione di mercato che si appresta a vivere Pau Lopez. Sfiduciato a tal punto che la Roma ha già individuato in Sirigu il sostituto ma confermato, per ora, per mancanza di acquirenti.

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