Lo Special One si racconta e torna sui titoli più sentiti della sua carriera e anche le delusioni più cocenti. Entrambe portano il timbro giallorosso: "Dopo Tirana la città è impazzita, più di un'altra città che vince la Champions"
Mourinho e la Roma nel cuore: "Mi piacerebbe tanto festeggiare a Circo Massimo"
José Mourinho torna a parlare, e lo fa come al solito alla sua maniera. Costretto a riaprire anche una ferita come Budapest, ma concentrandosi soprattutto sulla festa incredibile dopo Tirana. Al podcast 'Beast Mode On', l'attuale allenatore del Real Madrid torna sulla vittoria della Conference: "Il titolo di cui vado più fiero? Quando abbiamo vinto la Conference con la Roma la città è impazzita. Lì succede qualcosa che altre città non possono fare neanche vincendo la Champions League. Roma è una città in cui le persone sono davvero tanto, tanto, tanto innamorate del club. Un club gigante con una passione assolutamente incredibile. Abbiamo vinto la prima Conference e l’Europa non la vedeva come la vede ora. Quando siamo tornati a Roma e abbiamo fatto la sfilata tra Colosseo e Circo Massimo abbiamo realizzato cosa avevamo davvero donato a quei tifosi. Non era una questione di José Mourinho. Ai miei inizi ero concentrato su me stesso, i miei sentimenti, le mie vittorie, ragionando sul mio futuro. Poi sono andato più sulla linea degli altri, sul cose potessi fare per gli altri e i tifosi. Quello che abbiamo fatto a Roma è stata la cosa che mi ha fatto realizzare cosa potessimo fare per la gente. È stata una cosa incredibile. Ho vinto la Champions, ho allenato in Premier, l’Inter, il Real Madrid. Ma pensare agli altri è una bella sensazione". Non solo, perché anche il ricordo più brutto è legato ai giallorossi: "La partita che rigiocherei? Roma-Siviglia, la finale di Europa League. Ma senza Anthony Taylor". Ovviamente.
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