Roma-Champions, stanotte o mai più

Roma-Champions, stanotte o mai più

I giallorossi sul campo dell’Atalanta si giocano un bel pezzo del proprio futuro: Fonseca cerca la vittoria per scacciare la crisi e restare agganciati al quarto posto

di Redazione, @forzaroma

Partita da dentro o fuori, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Il discorso, anche se poi al traguardo mancheranno altre 14 partite, vale esclusivamente per la Roma, costretta pure per l’equilibrio del bilancio a restare in corsa per il 4° posto, unico ancora disponibile per partecipare alla prossima Champions. Attualmente è la posizione proprio dell’Atalanta che, in vantaggio di 3 punti e già forte del successo nello scontro diretto del girone d’andata (0-2 all’Olimpico), stasera ha la chance per staccare la principale rivale e mettersi al sicuro.

Il trend della Roma, guardando alle ultime 10 sfide contro i nerazzurri, è preoccupante: 4 ko, 5 pareggi e quindi solo la vittoria, con Di Francesco in panchina, il 20 agosto 2017. Ma è anche vero che l’Atalanta, nelle ultime 7 casalinghe contro i giallorossi è riuscita a prendersi i 3 punti solo il 20 novembre del 2016.

Veniamo da due sconfitte i fila: normale che tutto sia messo in dubbio. Ma ricordiamo anche le partite giocate bene in precedenza. Vuol dire che il nostro percorso non è stato tutto sbagliato”. Fonseca, pur difendendo quanto raccolto fino a Natale, è però obbligato a ridisegnare la Roma.

Nelle posizioni e negli interpreti. Possibile il ritorno al 4-1-4-1 che poi prenderà la piega del 4-3-3. Con Mancini mediano e al tempo stesso 3° centrale per limitare il miglior attacco della serie A(61 reti): “Con lui a centrocampo abbiamo avuto equilibrio“. E soprattutto con i senatori: “Abbiamo bisogno d’esperienza: in un momento così è più difficile per i giovani“. Niente Perez, dunque. Ma Peres e Fazio in difesa e Mkhitaryan davanti. E magari anche Perotti.

Il ballottaggio è il solito: Spinazzola-Kolarov. Giovedì l’ultima tentazione: Mkhitaryan interno sinistro, con l’esclusione di Veretout. E Under (o Kluivert) e Perotti nel tridentecon Dzeko. Più tecnica in mezzo al campo per migliorare la gestione della palla e alleggerire l’aggressività dell’Atalanta. .

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