Giallorossi qualificati agli ottavi di finale di Europa League grazie al gol di Kluivert che pareggia il vantaggio belga di David

La qualificazione c'è e va bene così, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Oggi il sorteggio a Nyon (ore 13 su Sky, canali 200 e 203) consegnerà alla Roma la rivale da affrontare agli ottavi.

Obiettivo, dunque, centrato. L'1-1 in Belgio, dopo l'1-0 dell'Olimpico nella gara d'andata (con questo punteggio, avanti 10 volte su 11), ha certificato la promozione dei giallorossi che hanno eliminato il Gent e messo qualche altro milione in cassaforte (5-6, contando bonus Uefa, market pull e prossimo incasso). Ok il risultato, ma non la prestazione. Sciatta e difettosa. Più di mezza squadra ha fatto scena muta, come se non si fosse presentata in campo. Gaffe di gruppo e individuali che andranno esaminare a Trigoria per dare un senso all'avventura continentale e per cercare di rientrare in corsa per la zona Champions.

Smalling Gent vs Roma - Uefa Europa League 2019/2020

Fonseca, anche per dare la necessaria continuità al suo lavoro, ha limitato al minimo il turnover che non gli ha però portato niente in dote. Solo 3 novità dopo il successo contro il Lecce: dentro Spinazzola da terzino destro per Peres, escluso dalla lista Uefa, e gli esterni alti Perez, sulla stessa fascia, per Under, lasciato in panchina, e Kluivert, a sinistra, al posto dell'infortunato Pellegrini, con Mkhitaryan spostato a fare il trequartista.

Gli interventi, a parte Kluivert che ha ritrovato il gol dopo quasi 3 mesi, sono risultati deleteri: inutile la presenza sia di Spinazzola sia di Perez. Catena di destra, insomma, spezzata sul nascere e di conseguenza vulnerabile.

La Roma, rispettando la traccia del suo 4-2-3-1, usa le fasce per attaccare: Perez e Kluivert si accentrano alle spalle di Dzeko per fare spazio rispettivamente a Spinazzola e Kolarov che spingono da dietro. La soluzione funziona, e nemmeno sempre, a sinistra. Solo a intermittenza il pressing dei giallorossi che aspettano nella loro metà campo, lasciando Mkhitaryan e Dzeko a disturbare chi è chiamato a impostare dal basso. Se il sistema di gioco, però, si allunga, aumentano i varchi e ovviamente i rischi. La fase difensiva è approssimativa. Senza organizzazione, si sbanda. Smalling è l'unico lucido.

Kolarov colpisce il palo, rasoiata di sinistro in diagonale, all'alba del match e Mkhitaryan, con tocco garbato d'esterno destro, lancia Kluivert nell'azione del pari, festeggiato appena 4 minuti dopo la rete del vantaggio di David, già 23 gol stagionali, regalata da Mancini, fuori posizione sul cross di Bezus da destra dove Kolarov indietreggia e Veretout rinuncia all'aggressione. Lo stesso Spinazzola è in ritardo nella chiusura. La sofferenza è soprattutto a destra, dove riparte veloce e tecnico David che sfrutta la collaborazione di Odjidja. Perez dà la sua disponibilità, ma quella corsia è il lato debole.

La Roma non controlla come vorrebbe la partita: è lenta e disordinata. Il Gent si deve però accontentare della superiorità nel possesso palla (quasi il 60 per cento), non riuscendo a creare pericoli. Smalling è padrone dell'area e della situazione. Agli ottavi ci vorrà di più..

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