Roma, assetto variabile

Roma, assetto variabile

Di Francesco ha già dimostrato di saper affrontare la Lazio in diversi modi tattici. Per sabato qualche dubbio se lo porta dietro: la scelta della mediana ruota intorno a De Rossi

di Redazione, @forzaroma

Un derby vinto con il 4-3-3 (2-1, il 18 novembre del 2017), un altro con il 4-2-3-1 (3-1 dell’andata, 29 settembre). E per non farsi mancare nulla, anche una stracittadina pareggiata 0-0 utilizzando il 3-4-2-1 (15 aprile 2018) sull’onda dell’impresa di 4 giorni prima con il Barcellona. Di Francesco, scrive Stefabo Carina su Il Messaggero, ha già dimostrato di saper affrontare la Lazio in diversi modi. Tre match contro Inzaghi – con due vittorie e un pari – sono la conferma di un feeling particolare con il derby.

Per sabato qualche dubbio se lo porta dietro. Perché le opzioni non mancano, anche in virtù del fatto che mercoledì a Oporto è previsto il ritorno degli ottavi di finale di Champions. Nella formazione anti-Lazio, la scelta della mediana (che torna a tre) ruota intorno a De Rossi. Il ginocchio non gli dà fastidio e Daniele è pronto a giocare il secondo match consecutivo dopo Frosinone.

Nonostante Di Francesco nelle ultime uscite abbia rivisitato le posizioni in campo, decidendo di abbassare il baricentro della squadra limitando l’applicazione del fuorigioco, la Roma ha continuato a dare una sensazione di vulnerabilità che va ben al di là del numero dei gol subiti. Per questo motivo serve De Rossi. Il suo apporto contro la Lazio – che abitualmente si schiera a 5 a centrocampo – è fondamentale perché nessuno come Daniele sa accorciare la squadra e renderla meno perforabile con il 4-1-4-1 che riporta, in fase difensiva, la parità in mezzo al campo. Ai suoi lati sono pronti Pellegrini e Cristante mentre Zaniolo tornerà a ricoprire, come già accaduto con Porto e Bologna, il ruolo di esterno alto a destra nel tridente offensivo.

Questo preclude l’avanzamento di Florenzi che giostrerà quindi come terzino, certamente meno esposto alle avanzate degli esterni laziali. In avanti Dzeko resta il terminale offensivo con El Shaarawy nel ruolo di seconda punta. Pronti a subentrare in corsa Nzonzi e Perotti: il primo per regalare maggiore copertura difensiva (vedi Porto), l’argentino per garantirsi la superiorità numerica sfruttando i suoi uno contro uno.

 

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