Il capitano giallorosso ha aggiunto: "A lui sono state dette cose sul mio conto non vere, alle quali in un momento di amarezza ci ha creduto"
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Lorenzo Pellegrini, romano e romanista, indicato da Totti in tempi non sospetti come suo successore, è stato intervistato da Stefano Carina su Il Messaggero.
Ha sentito Mourinho ultimamente?: "No, non c'è stata occasione. Tra me e lui comunque non ci sono problemi. ci siamo chiariti. Quello che dovevamo dirci ce lo siamo detto". Ecco, siccome tra anelli e lettere negli armadietti se ne sono dette di tutti i colori, ci regala la sua versione visto che della vicenda non ne ha mai parlato?: "Non l'ho fatto perché le cose all'interno dello spogliatoio devono rimanere tali. Poi visto che sono purtroppo uscite, voglio soltanto dire che con José ho sempre avuto un rapporto meraviglioso. A lui erano state dette delle cose sul mio conto che non erano assolutamente vere. E per come l'ho letta io, in un momento di profonda amarezza dettata dall'esonero, ha creduto a queste voci". E a quel punto cosa è accaduto?: "E’ inutile negarlo, quando ho visto la sua reazione, ci sono rimasto male. Dopo tutte le emozioni che avevamo vissuto insieme, avrei preferito che fosse venuto a parlarmi di persona. Allora, ho fatto l'unica cosa che potevo fare in quel momento visto che aveva lasciato Trigoria: prendere il cellulare e chiamarlo. Abbiamo chiacchierato a lungo e ho capito quello che stava vivendo. Non mi va di entrare nello specifico di quello che ci siamo detti ma ci siamo chiariti, questa è la cosa che conta. E per me Mourinho rimarrà un tecnico che ringrazierò sempre". Il suo rapporto con Dan e Ryan?: "A me non piace fare il furbetto, non lo sono mai stato. Ricordo però una delle prime volte che li incontrai. Mi sembrava di interloquire con gente di Testaccio: c'era solo la Roma nei loro pensieri". L'obiettivo stagionale?: "La Champions, è ora di tornarci. È il nostro obiettivo. La società ha investito tanto".
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