Un gol il più di Kane e la voglia di vincere la classifica dei marcatori insidiando il record del Pipita e Immobile

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Pellegrini, il ritorno che vale un acquisto: la sosta come trampolino verso Gasperini

Per uno che da ragazzino organizzò una festa di compleanno e rischiò di restare da solo - abitava infatti in una zona rurale di Breezand tra le fattorie del nord dell'Olanda dove i compagni arrivarono con un paio d'ore di ritardo e il GPS in tilt - deve fare un certo effetto ritrovarsi una partita sì e l'altra pure con dieci compagni di squadra che lo rincorrono per congratularsi dopo un gol. Già perché Bobby Malen sa fare "solo" questo. Prendere e tirare. O ricevere, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, accelerare con il primo passo immarcabile per chiunque e concludere. E spesso segnare. Ma non (solo) oggi a 27 anni suonati. Ha iniziato da piccolo, da quando con sua nonna Marian giocava in salotto a "ferma e tira". E con nonno Joop, invece, si esercitava sulle rovesciate mettendone a rischio la schiena. Non c'è calciatore in serie A più Dottor Jekyll e Mister Hyde di Malen. In campo è una furia incontenibile, semplicemente inarrestabile. Fuori un ragazzo timido, pacato. Si divide lo scettro con Dybala, come Pruzzo lo faceva con Falcao e Conti, e Totti con Batistuta. Il braccio e la mente, la coppia perfetta. Paulo inventa e Bobby segna. L'olandese segna ogni 58 minuti (!) giocati con una media di tiri in porta che tocca quota due. La bravura di Gasperini è stata quella di individuarlo, di capire che se avvicinato alla porta, anziché giocare sull'ala come accadeva nell'Aston Villa, poteva diventare letale.

Malen  AS Roma v FC Internazionale

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