Nel 2021 diede forfait per una lesione al flessore destro. L'exploit del capitano nelle ultime 13 gare: sei reti e tre assist

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VIDEO - Mancini: "De Rossi ha portato serenità, ma non abbiamo ancora fatto nulla"

Non respira l'azzurro da settembre. Il tempo di arrivare a Coverciano, salutare il nuovo ct e tornare a Trigoria per un problema al flessore destro che seguiva, di 4-5 giorni, una noia allo stesso muscolo della gamba sinistra, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Ma Lorenzo può star tranquillo. Ieri, dalle parole di Spalletti si è capita l'importanza che può avere per la Nazionale: "L'abbiamo atteso tantissimo, non ce l'ho mai avuto a disposizione. Facile valutare di che livello è. Si tratta di un calciatore forte che sa fare più cose. E uno che fa metri in quantità in una partita, dove alcuni lo dimenticano ma è importante anche correre. Ha avuto dei problemi, ora li ha messi a posto. Con De Rossi, si trova a suo agio, e riuscito a far vedere il suo marchio di fabbrica". Se non è una promozione a pieni voti, poco ci manca. Ed è quell'iniezione di fiducia della quale Pellegrini aveva bisogno. Non perché i sei gol nelle ultime tredici partite, ai quali vanno aggiunti anche tre assist, non bastassero. Ma il rapporto tra Lorenzo e la Nazionale è stato sempre travagliato. Basti pensare che per un eccesso di generosità - recuperare in vista di un derby nonostante un problema al flessore - il capitano giallorosso ha perso l'Europeo di una vita. Quello vinto da Mancini a Wembley. Ora ci riprova. Due gare, quelle con Venezuela e Ecuador, nelle quali Lorenzo dovra ritagliarsi il suo spazio nel 3-4-2-1 che il ct ha in mente. Probabilmente lo vedremo in una delle due posizioni dietro il centravanti. Ma a questo punto, poco importa. Fondamentale, sarà recuperare il tempo perduto. Anche in azzurro.

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