Le colpe del tecnico e i flop di mercato

Di Francesco ha sbagliato le scelte ma la rosa che gli è stata affidata non è all’altezza di grandi ambizioni

di Redazione, @forzaroma

L’errore più vistoso e plateale è stato quello di non ritenere la partita contro la Fiorentina più importante di quella contro il Barcellona, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero. C’era da difendere, confermandolo, il terzo posto in classifica, quello che dà diritto a partecipare alla Champions della prossima stagione, eppure si è scelto di mandare in campo contro la Viola la Roma di riserva. Con tanta gente che, è arrivato il momento di dirlo, non è da Roma, cioè da squadra con ambizioni e costi in grande stile.

Quella vista contro la Fiorentina è stata una Roma a tratti oscena, nella prima frazione, capace di beccare due reti e di non metter mai davvero paura agli avversari. Il discorso non riguarda soltanto il turn over, le scelte esagerate, dunque sbagliate, di Eusebio Di Francesco. Se il tecnico, ad esempio, ha preferito spedire il centrale Jesus sulla corsia di sinistra, tenendo ancora una volta in panchina Jonathan Silva, il più misterioso degli oggetti misteriosi, vuol dire che l’argentino alla Roma non serviva (e infatti non sarà riscattato). E che dire, poi, di Defrel? Imbarazzante. Alla pari di Gonalons, costato 5 milioni di euro più 3,2 al suo agente che sennò lo portava altrove… Schick è stato buttato dentro per la disperazione ma, traversa a parte, ha dato ancora fiato ai suoi tanti detrattori.

Qui è il caso di chiarire una cosa, e in via definitiva: se Di Francesco è inadeguato per stare sulla panchina della Roma, la società prenda subito provvedimenti, senza se e senza ma. Perché la Roma non può permettersi di non arrivare tra le prime quattro. A patto che al suo successore vengano poi dati giocatori realmente da Roma. Se il colpevole è Di Francesco (e lui lo è), colpevole è anche chi l’ha scelto e portato a Roma. E che gli ha fatto la squadra a metà.

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