La Roma al crocevia

La Roma al crocevia

In sei giorni i giallorossi si giocano tutto, o quasi: le speranze di agganciare la Champions sono legate alle prossime tre partite da disputare contro Napoli, Fiorentina e Sampdoria

di Redazione, @forzaroma

Tre gare in sei giorni per capire molto, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, forse tutto di quello che resta della stagione della Roma.

Napoli, Fiorentina e Sampdoria sono il crocevia del rush finale in campionato. Che si divide tra una rincorsa all’ultimo respiro per strappare un posto in Champions e il rischio di scivolare addirittura ai margini dell’Europa League.

Oggi sono trascorse tre settimane da quando Ranieri è subentrato a Di Francesco. Lo ha fatto in punta di piedi cercando l’appoggio della tifoseria dopo aver constatato immediatamente la fragilità del gruppo. Gli sono bastati però 180 minuti per cambiare strategia comunicativa. E le parole nel post-gara di Ferrara ne sono la dimostrazione.

Le gare sino al termine del campionato sono dieci ma se la Roma (attualmente a -4 dal Milan, quarto) dovesse rallentare ulteriormente nelle prossime tre, le ultime sette si trasformerebbero in una lunga agonia. Bisogna vedere, già domenica con il Napoli, se il suo discorso (con riferimenti agli ingaggi da meritare), sarà stato utile.

Discorso, quello allo spogliatoio, volto a richiedere sia maggiore unità d’intenti che consapevolezza della possibilità di centrare la Champions. Anche perché il momento per rientrare o quantomeno rimanere in scia è questo: la Roma ha un calendario in salita ma Milan e Inter non sono da meno.

Il futuro è dunque adesso. Tre partite decisive nelle quali ruotare una rosa ancora al minimo. Ieri De Rossi è tornato ad allenarsi parzialmente con il gruppo ma giocare con il Napoli è un’altra cosa. Oggi Pellegrini si riaggregherà alla squadra: entrambi possono essere convocati puntando però ad un buon minutaggio nel match infrasettimanale contro la Fiorentina. Più dubbi su Manolas anche se Ranieri non ha perso le speranze di averlo almeno in panchina. Diverso il discorso per Under e Kolarov che sono a disposizione per domenica, avendo più allenamenti nelle gambe dei compagni.

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