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Il Messaggero

La maledetta Coppa Italia

Getty Images

La famosa decima non è mai arrivata e da quella notte infausta persa proprio contro Mourinho, ne sono successe di tutti i colori

Redazione

Vuoi vedere che la maledizione è cominciata proprio da José Mourinho? Perché da quel 2010, quando la Roma di Claudio Ranieri, si è giocata la finale – all’Olimpico – contro l’Inter che stava per vincere il triplete, la Coppa Italia è diventata tabù. La Roma è finita in un incantesimo, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. La famosa decima non è mai arrivata e da quella notte infausta ne sono successe di tutti i colori: sostituzioni sbagliate, partite perse contro squadre di B e a tavolino. E anche una finale ceduta alla Lazio. Quattordici anni senza vincerla. C’era Spalletti quando si vinceva e domani si riprova, i Friedkin ci credono: “La caccia alla Decima comincia", si legge dai profili social del club. Il derby con la Lazio è il vero trauma. Nelle due edizioni precedenti, eliminazioni contro Inter (edizione 2010-2011) in semifinale (dopo aver buttato fuori Lazio e Juve) e con i bianconeri (edizione 2011-2012) ai quarti di finale, in gara secca allo Stadium, con Luis Enrique in panchina. Nemmeno la Roma di Garcia, che aveva cominciato la stagione con dieci vittorie di fila in campionato, era riuscita a invertire il trend. Dopo una bella vittoria nella gara di andata, la semifinale di ritorno con il Napoli è disastrosa: la squadra di Benitez rimonta il 2-1 dell’Olimpico. Stesso destino, l’anno dopo, contro la Fiorentina: quarto di finale, passa la formazione di Montella. Proprio la Coppa Italia, l’anno dopo, è stata fatale al tecnico francese, umiliato dallo Spezia, che all’epoca giocava in B. Ai rigori, in un pomeriggio gelido. Si susseguono gli allenatori, resta il tabù della cara Coppa amica. Anche Di Francesco non fa meglio. Lui, al primo tentativo, saluta agli ottavi, perdendo in casa contro il Torino di Mihajlovic, 2-1. Ma il meglio, Eusebio lo regala, si fa per dire, l’anno dopo, prendendo sette gol al Franchi, contro la Viola – non certo terribile – di Pioli. Fonseca il top lo raggiunge l’anno successivo, ovvero dodici mesi fa, quando in casa contro lo Spezia, di nuovo la squadra ligure nel destino horror della Roma, sbaglia il numero delle sostituzioni. E la già eliminazione sul campo diventa uno 0-3 a tavolino. Tocca a Mou, stavolta: domani sera c’è il Lecce (e pure qui meglio non aprire il libro di storia della Roma…). Da lui, forse, è cominciato tutto. E con lui, magari, può finire questi dodici anni di nulla.