Jim-Monchi, ora volano gli stracci

Botta e risposta al veleno tra l’ex ds e il presidente Pallotta mentre la Roma è alla complicata ricerca di un nuovo tecnico

di Redazione, @forzaroma

Insomma, alla fine, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, il copione è sempre lo stesso: chi va via, lancia qualche sassolino nell’acqua e guarda l’effetto che fa; Pallotta ascolta, legge e poi risentito replica, un po’ tosto un po’ ironico.

E nel frattempo la Roma (squadra) cade a pezzi, rischia di non andare in Champions, la società deve decidere l’allenatore e quello attuale, Ranieri, attacca i giocatori e prefigura disastri nell’immediato futuro. Molto bene.

Era già accaduto ai tempi di Sabatini, che al momento dei saluti parlò di “rapporto ormai deteriorato con il presidente” lo definì “un uomo insicuro, di lui si ricordano solo le smentite”. Dopo qualche settimana Jim aveva così risposto: “Avevo perso molta fiducia in Sabatini. I primi due anni erano stati ottimi, ma avremmo dovuto costruire su quelli e invece lui continuava semplicemente a fare scambi”.

Tutto per colpa dell’algoritmo, dei database bostoniani: la tecnologia contro le scelte romantica del vecchio ds, che il giocatore doveva sentirlo, annusarlo. Ieri il botta e risposta con Monchi è andato in scena invece in poche ore. “Ho capito che la proprietà aveva idee diverse dalle mie. Pallotta pensava che fosse meglio andare a destra mentre io ero convinto che fosse meglio svoltare a sinistra. Mi sono ritrovato in una situazione economica diversa da quella che pensavo” ha detto il ds spagnolo tornato a Siviglia.

Toni soft. Quanto basta, però, per provocare la reazione di Pallotta, che magari non ha gradito troppo quel “situazione economica diversa”. Ecco Jim, prontissimo: “Sono rimasto un po’ sorpreso nel leggere le dichiarazioni di Monchi: sono stato subito molto chiaro sulla direzione che dovevamo intraprendere. Questo è il motivo per cui abbiamo speso tanti soldi per portare Monchi da noi. Ho subito detto che avrei voluto allenatori, preparatori, staff medico, calciatori e addetti allo scouting di primo livello. Gli ho consegnato le chiavi per dar vita a tutto questo”.

Tutto questo disastro, aggiungiamo noi. Andando avanti poi, Pallotta: “Guardando i risultati e le nostre prestazioni, è chiaro che non ha funzionato. A novembre, quando la nostra stagione stava andando di male in peggio e tutti notavano come l’allenatore stesse faticando a ottenere una reazione dai calciatori, chiesi a Monchi un piano B da attuare nel caso in cui le cose fossero ulteriormente peggiorate. Pur essendo lui l’unico responsabile della parte sportiva, non lo aveva. Mi spiegò che il suo piano B era continuare con la stessa strategia, quella del piano A”.
Insomma, si rinfaccia un po’ tutto, dalla A alla Z. Sipario e appuntamento alla prossima puntata. O al prossimo ds.

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