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Il Messaggero

Il miglior Nicolò è la forza di Mou

Getty Images

Il tecnico gli sta insegnando a essere attaccante moderno, che sa coprire poi riparte, aggredisce gli spazi e cerca la porta

Redazione

“Tutto qua, ‘sto Mourinho?". Dal bar virtuale, che comprende i bar veri, il web e l’etere, il pensiero malmostoso affiora in superficie, dopo la terza caduta in 8 partite, scrive Andrea Sorrentino su Il Messaggero. Ma per i miracoli José non è ancora pronto: chissà che a forza di frequentare il Vaticano non si attrezzi. Nell’attesa, ha restituito senso di appartenenza ai tifosi, e ha dato alla Roma un coraggio e un senso tattico diversi, da squadra di livello. Con miglioramenti graduali, visto che la sconfitta di Torino non è stata come il derby: la difesa più protetta non ha concesso il contropiede. Poi, per battere le grandi bisogna segnare o far segnare. E lì ci devono pensare i più bravi, ossia Pellegrini e Zaniolo, che la Roma ha avuto insieme solo per 20’ contro Lazio e Juve. Nicolò è la grande scommessa di José, il cardine dell’annata. L’uomo in più rispetto al passato, l’acquisto fuori dal mercato. Dalle sue condizioni psicofisiche dipende molto. Mourinho gli sta insegnando a essere attaccante moderno, che sa coprire poi riparte, aggredisce gli spazi e cerca la porta. Ruolo decisivo per le sorti della Roma, e che richiede gamba e testa. Se Zaniolo si rivelasse fragile, sarebbe tutto molto più arduo, anche per José. Che ha lavorato tanto, mentalmente, pure su Pellegrini. Ora il capitano deve elevare il livello contro i grandi avversari. Il Napoli, ad esempio.