Il Gallo canta, la Roma dorme

Il Gallo canta, la Roma dorme

Giallorossi poco concreti, il Torino passa all’Olimpico 2-0 con doppietta di Belotti

di Redazione, @forzaroma

Falsa partenza, in attesa che Friedkin prenda il posto di Pallotta: la Roma si inceppa all’inizio del nuovo anno e riapre la corsa alla zona Champions, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

E, cadendo all’Olimpico contro il Torino (0-2), perde di vista la Lazio e concede la chance all’Atalanta di avvicinarsi al 4° posto. Che ancora c’è, ma torna in bilico. L’attacco fa cilecca per il 5° match su 18 partite di campionato: Petrachi, avendo questo mese per migliorarlo, avrà capito quale è il limite di questa rosa. Priva di tiratori scelti in avanti e Dzeko-dipendente. Inutili i 30 tiri verso la porta di Sirigu.

Fonseca, anche perché la scelta è ridotta, è ripartito dalla formazione che ha chiuso il 2019 con la prestazione chic contro la Fiorentina al Franchi. Senza, però, riuscire, a ripetersi. Anche perché incrocia c’è Mazzarri. Che lascia la superiorità nel possesso palla alla Roma senza fare una piega. Gli basta il pressing di squadra, con i reparti stretti. E la verticalizzazione su Belotti che, oltre alla doppietta, prende prima il palo e nella ripresa la traversa. I giallorossi, invece, sono altalenanti. E mai concreti. Si allungano e di conseguenza rischiano. Solo Diawara rimane sempre in partita.

La reciproca situazione d’emergenza, a contare le rispettive occasioni da gol, non incide. Fonseca e Mazzarri, con 14 assenti in totale, è come se avessero fuori la rosa di un club.

Conta chi c’è. Che vuole subito lasciare il segno: Zaniolo, tiro sporcato, avverte Sirigu. Florenzi lo imita, arrivando da dietro. Dzeko, invece, scivola sul più bello. Belotti è più concreto del collega: destro in diagonale e palo, con la deviazione decisiva di Pau Lopez, bravo poi a bloccare su De Silvestri, colpo di testa ravvicinatoi. Punizione di Kolarov: Sirigu vola a togliere il pallone sotto l’incrocio. Il 4-2-3-1 della Roma è dinamico. Non abbastanza efficace, però. Diawara detta lo svolgimento, Perotti, Pellegrini e Zaniolo lavorano per Dzeko. Il 3-4-2-1 del Torino, intanto, il senso ce l’ha. E non solo ripartendo. Belotti partecipa e conclude. All sue spalle Verdi e Berenguer si accentrano per lasciar spazio sulla destra a De Silvestri e sulla sinistra ad Aina. Rincon è lo schermo per il trio difensivo: Izzo, Nkoulou e Djidji ci mettono pure il fisico.

La Roma stacca la spina quando meno te l’aspetti e va sotto nel recupero. Anzi, addirittura oltre il minuto concesso da Di Bello. La difesa si fa trovare impreparata sul lancio di Rincon e Belotti, sistemandosi la palla sul sinistro, fa centro. Florenzi è fuori posizione, Mancini non fa muro davanti al centravanti e Pau Lopez subisce la rete sul suo palo. Protesta Florenzi con l’arbitro: Belotti segna quando il minuto è scaduto. Di Bello fa giocare 36 secondi in più.

Fonseca, dopo la traversa di Belotti ad inizio ripresa con pallonetto toccato da Pau Lopez, osa con Mkhitarian mediano, fuori Veretout. Mazzarri replica: Meitè per Verdi. Spazio anche a Kalinic, fuori Perotti, per il 4-2-4 con Pellegrini accanto a Diawara. Dzeko costruisce l’azione del pari: spreca Mkhitaryan. Smalling pulisce l’area con il braccio sinistro: il Var Abisso suggerisce il rigore a Di Bello. Trasforma Belotti per il bis.

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