Non va mai dimenticato che il 21 luglio la Roma aveva inviato un aereo sulla pista di Rotterdam per Summerville

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Gasp spiega le difficoltà sul mercato: "Inizialmente avevamo una visione diversa"

Mettiamola così: si aspettava di più. E questo sarà lo stato d'animo che Gasperini si porterà dietro anche a fine mercato, quando i due calciatori che mancano all'appello arriveranno a Trigoria (uno, Oosterwolde, già nelle prossime ore). Perché un conto e completare la rosa e in alcuni casi "renderla più competitiva", un altro rafforzarsi anche rapportandosi a quello che fanno gli altri. Quando a maggio saltava di gioia negli spogliatoi del Bentegodi per aver conquistato la Champions, in cuor suo sognava qualcosa di diverso con Greenwood, Summerville o Nusa. Oggi fa i conti con la realtà. Che regala calciatori affidabili o talenti indiscussi ma futuribili. E nella sua ottica fa tutta la differenza del mondo. Per questo motivo il tono pacato tenuto ieri pubblicamente non inganni: Gasp era partito a giugno con un'idea di rafforzamento e arriva al traguardo a fine agosto con un'altra. Incuriosisce però la motivazione che il tecnico fornisce, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Perché dopo aver asserito candidamente di esser "partiti cercando profili molto alti e affermati ma ci siamo dovuti scontrare con l'esigenza di mantenere il monte ingaggi sotto certi tetti (...), virando poi su altri giocatori, possibilmente giovani, da affermare", dichiara che ad un certo punto "sono cambiate le comunicazioni".

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A chi si riferisce? Il diretto interessato prova a convogliare tutto sul Fair play finanziario ("E limitante, forse la Roma è l'unica società in Italia che deve pagare questa situazione") ma qualcosa non torna. Perché il Settlement Agreement avrà anche condizionato il mercato in entrata (avrebbe però dovuto farlo anche in uscita e ad oggi non è così) ma non va mai dimenticato che il 21 luglio la Roma aveva inviato un aereo sulla pista di Rotterdam per Summerville. E l'olandese, qualora avesse accettato la proposta giallorossa, sarebbe costato 53 milioni di cartellino e 4 milioni, bonus inclusi, d'ingaggio. Cosa è accaduto dopo quel voltafaccia clamoroso? "Magari se avessimo fatto Summerville non avremmo potuto fare altro. O forse il suo contratto era sostenibile in quel momento..", asserisce Gasp. Ecco, forse queste parole fanno capire qualcosa in più. Ad un certo punto, dopo il sorpasso dell'Al Hilal e aver reagito comprando in rapida fila Castro (36+3), Koulierakis (16,5+1,5) e Molina (13+4: spesa che inizialmente non era contemplata, fosse rimasto Celik) il margine operativo del club è cambiato di colpo anche perché "la Roma con la Uefa ha già avuto due dilazioni e non ne può avere altre. Ora c'è la resa dei conti". Così è arrivata la riunione spartiacque, quella di Helsol, in Galles, con il Ceo Galantic a farsi portavoce del cambio di rotta voluto dalla proprietà. Della serie: inutile andare dietro al Nusa di turno, meglio concentrarsi su altri profili più giovani e sostenibili.

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