Fonseca anticipa Baldini

Fonseca anticipa Baldini

Il tecnico già imposta il lavoro per la prossima stagione scegliendo solo chi resterà. Il consulente di Pallotta gli ha indicato i titolari da sacrificare per le plusvalenze: formazione condizionata dal mercato

di Redazione, @forzaroma

Dzeko, fuoriclasse infinito e capitano autentico, spinge Fonseca nella corsa Champions.  Il feeling tra l’allenatore e l’attaccante ha resistito all’epoca ed è ancora più evidente oggi, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

Il solista che si sostituisce alla traccia. E la panchina che garantisce la correzione in corsa della formazione iniziale. Dopo un’ora, dentro 3 nazionali: Zappacosta, Cristante e Pellegrini. E a seguire pure Under e Kalinic.

ischio di uscire in anticipo dalla volata Champions c’è stato: a 5 minuti dalla fine erano 8 i punti di distacco dall’Atalanta e i giallorossi avrebbero dovuto farne 9 in più della rivale nelle ultime 11 giornate. La volée di Edin ha riaggiustato la classifica: – 6 dal 4° posto (- 7 per lo svantaggio nello scontro diretto).

Pallotta si tiene stretto Fonseca. Lo ha elogiato perché non si è mai lamentato. Nemmeno quando ha avuto mezza squadra in infermeria. E ovviamente perché ha evitato di chiedere qualche sforzo sul mercato. Il portoghese, confrontandosi con il management italiano della proprietà Usa (in primis con il consulente errante Baldini), è stato informato di quali saranno le operazioni soprattutto in uscita. E, tenendo ben presente le probabili dismissioni tecniche di fine estate, ha allestito la prima formazione del dopo lockdown.

A parte Pellegrini, non al meglio, ha escluso i possibili partenti: dal senatore Fazio, rimasto in panchina, al giovane Cetin (lo chiama il Verona), fuori dai 24 convocati come Jesus, già scartato ad inizio stagione. Come se non bastasse fuori Cristante, Under e Kluivert: possono garantire le plusvalenze per l’equilibrio finanziario del club (acacde ormai ogni anno). Pastore, titolare dopo quasi 7 mesi, in vetrina per l’estimatore esotico che gli paghi lo stipendio da 4,5 milioni netti. Non ha rischiato Mancini: meglio far debuttare l’acerbo Ibanez. Il tecnico ha limitato i suoi desideri alla conferma di Smalling (lo United ancora deve far sapere se la Roma potrà utilizzarlo in Europa League ad agosto) e Mkhitaryan (l’Arsenal lo lascia per ora in prestito anche per la coppa).

Si augura che a nessuno venga in mente, in caso di mancata qualificazione Champions, di cedere Pellegrini o Zaniolo. Ha sposato l’idea Pedro (già cerca casa nella Capitale). Ok a Vertonghen se non rimane Smalling. Brinderà ad un altro terzino (destro).

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