Diawara, Roma respinta e furiosa

Il Collegio di garanzia del Coni con accoglie il reclamo giallorosso e col Verona rimane lo 0-3. Fiienga su Juve-Napoli: “Risposta della Lega ridicola”

di Redazione, @forzaroma

L’attacco alla Lega Calcio, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, è frontale: “La risposta della Lega sul rinvio della nostra partita con il Napoli dopo quello di Juve-Napoli? Non voglio commentarla perché è più ridicola della decisione originale. Le uniche motivazioni per cui sono state prese alcune decisioni non sono raccontabili. Immaginate cosa può succedere se si applicasse questa regola fino a fine anno, cioè che due squadre, quando non sono coinvolte le coppe, possono mettersi d’accordo per il rinvio di una gara“.

A parlare è il Ceo Fienga, uscendo dalla palazzina H del Coni, dove poco prima aveva presenziato all’udienza sul caso Diawara: “Noi stiamo pensando a fare il nostro campionato e a spingere perché non ci siano episodi in cui ci siano comportamenti parziali e soggettivi all’interno di una Lega che ha delle enormi lacune nella governance e nella gestione“. Un affondo nei confronti dell’élite del nostro calcio che vede il club giallorosso – come sta accadendo per la questione dei diritti tv (con Juve, Milan, Inter e Napoli, che spingono per accettare l’offerta da 840 milioni presentata da Dazn insieme a Tim mentre i giallorossi sono sul versante opposto) – sempre di più all’opposizione.

A Trigoria vanno avanti anche se nel giro di poche ore due sono costretti ad incassare due colpi bassi. Il primo, riguardante il mancato posticipo del match col Napoli. Il secondo, preventivato, il rigetto del ricorso sul caso Diawara. Anche l’appello davanti al Collegio di Garanzia dello Sport, non è andato a buon fine. Confermato il 3-0 a tavolino di Verona. Si conclude così quella che già all’inizio, veniva considerata una mission impossibile. La Roma ci ha provato, sottolineando a più riprese e in più aule come la sanzione ricevuta per l’errore di non aver inserito nella lista il guineano fosse iniqua e sproporzionata rispetto al fatto, mancando tra l’altro l’elemento del dolo. Tuttavia anche l’organo che viene considerato la Cassazione dello sport, presieduto dall’ex ministro Frattini, ha respinto il ricorso.

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