Il tecnico: "Se vai a guardare numeri le prestazioni eravamo dentro la partita, i miei non hanno sbroccato, come si dice a Roma"

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Daniele De Rossi protegge la squadra accusata di troppo nervosismo. Forse in qualche fase della partita, scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero, sarebbe servita più freddezza, ma secondo il tecnico non è questo che ha inciso sul 3-1 finale ottenuto dal Bologna: "Dovevamo renderci conto che l'inerzia era dalla parte nostra sull'1-2. Sono stato calciatore, ci sta che ti innervosisci, ma non deve influenzare il tuo modo di stare in campo e la tenuta di gara. Se vai a guardare numeri le prestazioni eravamo dentro la partita, i miei non hanno sbroccato, come si dice a Roma. Sarei il primo ad essere critico con loro se così fosse. lo voglio giocatori che si innervosiscano, io lo facevo. La trovo una cosa sana. Sono arrivato qui percependo una certa situazione, ma non sono un prete o un chierichetto, mi piacciano i giocatori a cui salta la mosca al naso se vedono qualcosa che non va bene. La curva intera ha ringraziato la squadra e secondo me loro hanno la percezione di giocatori che non hanno mollato". A proposito di nervosismo, sembrava che con Maresca ci fosse un conto aperto: "Ti puoi innervosire se ti fischia un rigore contro che non esiste. Ha arbitrato una partita buona, se c'era qualcosa in passato è un peccato. Noi siamo sempre gli stessi cosi come loro, non possiamo portarci dietro delle scorie. L'inizio anche a me ha disturbato, ma non l'abbiamo persa per l'arbitro".

de rossi AS Roma v Bologna FC - Serie A TIM

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