Tra i capi d'accusa mossi dal club al tecnico giallorosso c'è anche quello di non aver svolto il lavoro sulla crescita dei giovani
Finché la barca Vaz. Ma al comando della Roma chi ci sta?
C'è una Roma (quasi) invisibile, lo dicono i numeri, leggibili dalle partite di campionato. Sì, di campionato, perché la Coppa che la squadra di Gasp ha vissuto fino a marzo, escludendo agli ottavi di finale con il Bologna, ha avuto un senso e un valore diversi, a detta dello stesso tecnico, che non si è mai schierato a favore della qualificazione diretta alla seconda fase ma avrebbe giocato volentieri pure il playoff. Per Gasp non esiste turnover, la seconda scelta è stata solo, o quasi sempre, figlia dell'emergenza. Da gennaio in poi, questo è stato ancor più chiaro. Solo Malen, e ci mancherebbe, non ha mai marcato visita: le ha giocate tutte e con risultati eccellenti, lo testimoniano i suoi dieci gol in campionato. Venturino è sparito dopo la sfida con il Genoa, cioè l'unica partita da titolare in cui è stato impiegato. Vaz - scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero - non è mai sceso in campo nell'undici, lui ha davanti un mostro sacro come Malen, che anche contro il Pisa, è rimasto in campo per quasi ottanta minuti e il francese utilizzato solo nel finale, dopo che qualcosa aveva fatto vedere contro il Lecce e con il Bologna nel ritorno degli ottavi di Coppa. Per non parlare poi di Zaragoza, evidente equivoco per Gasperini e per lo stesso Massara. Un abbaglio colossale, a quanto pare. Lo spagnolo lo abbiamo visto poco e spesso sulla fascia opposta, a destra, dove abitualmente giocava in passato. Venerdì Gasp gli ha preferito El Shaarawy prima e Venturino dopo. Cristante e Koné solo ora hanno una vera alternativa, ovvero Pisilli, mentre El Aynaoui, uno degli investimenti dei Friedkin, c'è e non c'è. Poi ci sono i prestiti, che derubrichiamo come fallimenti, ovvero Tsimikas, Ferguson e fino a gennaio, Bailey, che sono solo occasioni perse.
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