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Il Messaggero

Da Nainggolan a Grenier e Ibarbo: se il mercato non sempre “ripara”

Da Nainggolan a Grenier e Ibarbo: se il mercato non sempre “ripara” - immagine 1

Mourinho aspetta e spera uno o due rinforzi per la rosa

Redazione

Gennaio non è solo Abel Xavier, e non è neppure solo Paolo Poggi o Massimo Marazzina, ma è anche (e per fortuna) Vincent Candela. Radja Nainggolan. Oppure Antonio Carlos Zago o Luca Toni. Non solo meteore, dunque, ma pure guizzi che hanno fatto storia, dal 1995, da quando esiste la finestra invernale di riparazione, seppur ogni tanto l’arrivo diventa peggiorativo, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Mourinho aspetta e spera, un Nainggolan – o qualcuno che gli si avvicini – ci vorrebbe. Pensiamo ad esempio a Hide Nakata, che ha riscaldato il gennaio del 2000, quando Fabio Capello stava preparando la squadra dello scudetto. La sua prima stagione è andata via senza lasciare traccia e poi, come sappiamo, Hide risultò decisivo dodici mesi dopo, firmando il titolo della Roma. Ci vuole fortuna, un po’ di coraggio, soldi, quelli sempre e soprattutto. Se non spendi, devi sperare e pregare, se investi non esiste riparazione, esiste rinforzo, che si faccia in estate o a gennaio, poco cambia. Il bidone è sempre dietro l’angolo, perché spesso il tanto per comprare porta a decisioni affrettate, è successo a tutti, da Daniele Pradé a Walter Sabatini, fino a Petrachi. La Roma negli anni, di calciatori inutili, ne ha pescati, ma come detto, non solo. Nella lista dei buoni c’è pure Olivier Dacourt, che ha fatto parte di una Roma che ha sfiorato il quarto scudetto, per poi finire all’Inter. Dignitoso qui e dignitoso a Milano: Olivier, calciatore di rendimento, non un fenomeno ma ad avercene ora quelli come lui. Nella storia recente, come non ricordare l’arrivo di Stephan El Shaarawy (due volte in gennaio), che stava scomparendo al Monaco e poi in Cina, o di Diego Perotti, che con un gol (e non solo quello) decisivo al suo Genoa ha regalato il secondo posto alla Roma nel giorno dell’addio di Francesco Totti, maggio 2017. L’elenco dei bidoni è maggiore, questo sì, quelli che le dieci presenze era quasi un record o quelli che hanno anche giocato di più ma senza lasciare tracce indelebili, vedi Torosidis e Marquinho.