Da Brescia ‘93 a una vita senza la Roma: la metamorfosi di Totti, un bene di tutti

L’esordio il 28 marzo di 27 anni fa. I successi in giallorosso e con la maglia dell’Italia. Oggi scopre talenti e spopola in tv

di Redazione, @forzaroma

Ventisette anni fa i primi calci in serie A, quante volte lo abbiamo ricordato e raccontato nella nostra carriera, sempre al fianco della sua, o almeno in buona parte. Francesco Totti è il primo a ricordare quel 28 marzo di 27 anni fa, sul campo del Brescia, dove tutto cominciava. Grazie a Mihajlovic e Boskov, quella sostituzione di Rizzitelli è diventata presto icona per la storia.

Totti si affaccia e dalla sua finestra di Instagram, racconta e ricorda questo spazio di tempo infinito: “Un amore che non avrà mai fine” riporta Angeloni su Il Messaggero. Un altro Totti non ci sarà, ma la speranza è che proprio Francesco, attraverso la sua nuova attività – tra le altre – di procuratore/talent scout, provvederà a colmare quel buco. C’è voglia di Totti, almeno tra la gente, che ora lo segue anche in altre forme, in veste di se stesso in un reality, nelle pubblicità o in prima linea per aiutare gli ospedali collassati dal coronavirus. Totti c’è sempre, oggi è diverso. Lui, indipendente, e la Roma dall’altra parte. A guardarsi a distanza, dimenticando quasi di un soffio i suoi 307 gol nelle 785 partite giocate, complessivamente, con la maglia giallorossa. Chi lo rivuole Totti nella Roma? Sarebbe interessante capire se qualcosa, nella gente, sia cambiato in questi mesi, nell’ultimo anno. Perché qui ci si innamora dei dirigenti, dei presidenti dei direttori sportivi e si tifa per loro o per le proprie idee. E chi, nonostante i contrasti non nascosti, parla “di un amore che non avrà mai fine”, magari lo emarginiamo, dimenticando tutto in un tweet.

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