Fonseca non rinuncia mai (o quasi) a lui. L'armeno è decisivo per gol, assist e azioni create
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Il 2020 della Roma finisce con Mhkitaryan al centro del podio, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Fonseca lo ha voluto, ne ha chiesto la conferma e a gennaio si vedrà prolungare l'accordo in automatico (lui ha ultima parola e le cifre sono quelle sottoscritte quest'anno sul rinnovo di 3 anni più 2).
Fonseca non rinuncia mai (o quasi) a lui, se lo gode finché gli infortuni glielo permettono. Lo dimostrano i dati: l'armeno ha giocato in questi dodici mesi 36 partite, 31 di queste da titolare (13 reti e fornendo 11 assist, dal suo arrivo a Roma - settembre 2019 - ha collezionato in tutto 44 presenze e 17 gol, mentre sono stati 14 gli assist complessivi) e, quando il tecnico lo ha sostituito, quasi sempre (6 su 10) lo ha fatto dopo il minuto 80.
Mkhitaryan è decisivo per gol, assist e azioni create, i così detti passaggi chiave. E il meglio lo sta dando in questo scorcio di stagione: 6 sono i suoi assist (migliore del campionato con Mertens e Calhanoglu) e 7 i gol, 13 le partecipazioni attive alle 31 reti realizzate dalla Roma, con una incidenza del 41,9%.
Solo 2 centrocampisti, vantano almeno 6 gol segnati e 6 assist forniti nei top-5 campionati europei: uno è lui, appunto, l'altro è Florian Thauvin del Olympique Marsiglia, con 6 e 6. Decisivo anche nelle conclusioni in porta e nei passaggi chiave: 38 i tiri, come lui Berardi, meglio solo Belotti con 40 e Cristiano Ronaldo con 47.
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