Arriva la Juve, la Roma resta nel vicolo Dzeko

Dalla “sconfitta” di Verona ai problemi di mercato: domenica esame per tanti. Fonseca sogna l’exploit per evitare la crisi, Edin deve ritrovare se stesso

di Redazione, @forzaroma

Domenica c’è la squadra alla quale ha segnato il suo primo gol indossando la maglia giallorossa; domenica c’è la squadra che poteva (o doveva) essere sua.

Domenica si ricomincia, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, dopo l’incomprensibile panchina al Bentegodi, è il sesto campionato in giallorosso: c’è Roma-Juventus.

Per Edin Dzeko è il terzo reset: il primo, da Garcia a Spalletti, quando stava per lasciare Roma come un bidone. Poi quello della scorsa estate, quando era l’Inter ad aspettarlo e forse a pretenderlo. Ora riparte dalla Roma, con la Juve ancora un pochino nella testa.

C’è un mondo intorno a questo Roma-Juventus, c’è la prima dei Friedkin, alle prese con un mercato di stenti e il caso (figuraccia) Diawara. Che non è proprio il massimo. C’è il grande esame di Fonseca, che la Juve l’ha battuta pochi mesi fa, quando già aveva lo scudetto sul petto. Paulo è al centro dell’attenzione, tra colpe e dolori. Tra responsabilità e guaio fuori dalle sue grazie. Il solito refrain.

Le premesse non sono ottime: la società va ristrutturata, la nuova proprietà ha cominciato a lavorare da poco. Non c’è un ds, il plenipotenzirio è Guido Fienga, che fa un po’ tutto.

Dzeko adesso ha un unico scopo: rimettersi sulla strada giusta, quella del gol. Dei sorrisi, dell’orgoglio di giocare nella Roma, squadra con cui ha costruito un rapporto lungo, una città nella quale sta facendo crescere la famiglia, dove specie la moglie, Amra, è felice di stare. Lo è anche lui, come la signora, anche se a un certo punto, la speranza di giocare in una squadra vincente lo aveva rapito.  Non è facile ricominciare, ma deve riuscirci.

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