La confusione è evidente, e sia il designatore Rizzoli che il presidente dell’Aia Nicchi hanno il dovere di intervenire

Una Var così non serve a nessuno. O, meglio, serve solo ai detrattori della novità tecnologica e, forse, a qualche arbitro, che sembra proprio non voler trovare feeling con la video assistenza, scrive Roberto Avantaggiato su Il Messaggero

Direttori di gara, e forse anche lo stesso designatore, che nascondendosi dietro un aggettivo del nuovo protocollo, non riescono a far funzionare come dovrebbe la video assistenza, che lo scorso anno aveva ridotto al minimo (storico?) tensioni e polemiche.

La presenza dell’arbitro davanti al video ha sicuramente cambiato gli equilibri psicologici degli stessi direttori di gara, che ora vedono la propria figura di autorità incontrastata in mezzo al campo messa in dubbio da un collega. E non al chiuso delle mura di Coverciano, ma direttamente sul campo. Una nuova condizione che sta mettendo a disagio più di qualche direttore di gara, in barba al concetto di fare squadra che l’Aia sbandiera ad ogni occasione.

Banti Fiorentina vs Roma - Serie A TIM 2018/2019

Uno degli arbitri più in difficoltà in questi ultimi mesi è sicuramente Daniele Orsato, che pure è stato chiamato in Russia per fare il Var alle gare del Mondiale.

L’errore commesso sabato al Franchi (chissà poi perché i Var vanno in tilt soprattutto in Toscana, terra notoriamente feudo arbitrale...) sul rigore concesso alla Fiorentina si va a sommare a quelli commessi al Mondiale, dal quale non ne è uscito bene, a differenza di Irrati. A questo punto, l’impressione è che Orsato abbia imboccato un tunnel arbitrale dal quale non riesce ad uscirne.

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