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Il Messaggero

Alta fedeltà: José respinge le sirene da Newcastle

Getty Images

È un Mourinho romanista, a tutti gli effetti quello che stasera in Conference dirigerà dalla panchina una Roma-2

Redazione

“Non esiste, sto qui tre anni". José Mourinho lascia cadere la connessione con il Newcastle, di cui aveva parlato – creando un po’ di ansie ai tifosi giallorossi – alla vigilia di Juve–Roma. Stavolta è deciso, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, non lascia dubbi sul suo futuro. I nuovi e ricchissimi proprietari del Newcastle possono, e devono per forza attendere, almeno tre anni, il tempo che lo lega alla Roma e ai Friedkin, dei quali ha sposato idee e progetti. È un Mourinho romanista, a tutti gli effetti. Un Mourinho ad alta fedeltà. “Non lascio i miei ragazzi, ho firmato per tre anni e non mi muovo da Roma”. Ci voleva questo attestato di amore per scaldare i 400 tifosi (eroi) presenti in Norvegia, a un passo dal Polo Nord, dove la Roma oggi pomeriggio affronterà il Bodo Glimt per la terza di Conference League.  Mou da saggio qual è stavolta non rischia le gambe dei big, che manda quasi tutti in panchina. Ha lasciato a Roma gente come Zaniolo (che conta di recuperare già con il Napoli: “rispettando le sue paure e le fragilità post infortuni“) e Karsdorp, oltre ai lungodegenti Smalling e Spinazzola.

Ma stasera la partita diventa un solo un passaggio obbligato, una specie di intralcio, nella sua testa c’è il Napoli e oltre. La Roma che ha in testa Mourinho prevede la presenza degli attuali titolari, o gran parte di loro, e la rinuncia a tutti quelli – alcuni li vedremo stasera – che fino a ora ha sempre utilizzato poco, in cambio di qualche giocatore dello stesso livello dei titolari. Una rosa più corta ma di qualità: così da avere alternative valide, per poterle gestire, senza dover puntare sempre sugli stessi, stressandoli.