Il presidente dell'AIC: "Devono esserci le condizioni per ripartire"

L'ex giocatore della Roma e attuale presidente dell'Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi ha parlato a "Libero" della possibile ripartenza della stagione dopo lo stop forzato dovuto al coronavirus. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni.

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Si vuole evitare di compromettere la prossima stagione, l'alternativa è chiuderla qui. Quanto è concreta questa possibilità?Noi speriamo che ci siano le condizioni per tomare in campo, ma lunedì abbiamo affrontato per la prima volta questa prospettiva. E abbiamo detto che siamo pronti a fare la nostra parte per salvare il sistema.

Se si riprende a porte chiuse, i danni d saranno comunque. E servirà un sacrificio sugli stipendi...I calciatori sembra che siano l'unico costo... La verità è che lo stop alla stagione certifica una situazione: senza classifica non ci sono i bonus legati al risultato. In caso di ripresa, invece, bisognerà calcolare i danni per i club e le richieste ai calciatori. E se un giocatore ha già un accordo con un'altra squadra dal 1 luglio? Prolunga o cambia maglia? Sono temi da affrontare in fretta.

Quali sono le condizioni minime per riprendere?Innanzitutto deve esserci una prospettiva che oggi manca. Al momento le persone devono limitare i nostri spostamenti, perché dobbiamo far uscire di casa i calciatori? Per una stagione che non si sa se riprenderà? Non ha senso tornare in campo per "sperare". Anzi, c'è il pericolo di altre positività che blocchino tutto. E bisogna capire gli effetti dell'infezione sull'idoneità sportiva: Pepe Reina ha confessato di essersi sentito mancare l'ossigeno per 25 minuti...

Avete considerato dei paletti irrinunciabili?Tre aspetti: 1) che l'emergenza sia finita, e ce lo auguriamo tutti. 2) Se si torna a giocare deve essere per portare a termine la stagione anche oltre il 30 giugno, perché mancano ancora tante partite. Scegliere a tavolino promossi e retrocessi è complicato, parliamo di investimenti importanti come per il caso del Benevento. 3) Si deve poter viaggiare in sicurezza, perché non è solo questione di allenarsi ma di muovere 50 persone due volte a settimana - i ritmi saranno quelli - in quella che è zona rossa. E parlo per esperienza personale...

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