(Il Messaggero) Dodicimiladuecentocinquanta spettatori per una finale d’andata della Coppa Italia Primavera:

pubblico d’altri tempi se paragonato al deserto delle emozioni e delle presenze dei big, seppur la sfida tra Fiorentina e Roma di spettacolo non ne regali a bizzeffe, tranne le due reti, una per parte: Carraro per i gigliati, Frascatore per gli ospiti.

De Rossi parte disegnando bene la squadra, che torna tatticamente all’antico con il 4-2-3-1 formato Montella; schema diverso, da quello a quattro mediani ed una punta visto al Viareggio, che pareva aver sortito subito i suoi effetti. Dieme e Caprari iniziano da subito a macinare metri sulle fasce, Ciciretti prova ad ispirare ma Montini è guardato a vista da Camporese. La Fiorentina, messa in campo da Buso con un 4-3-3, spinge invece coi furetti delle fasce Acosty e Carraro e, con gli inserimenti dei centrali di mediana, prova a rendersi pericolosa dalle parti della retroguardia giallorossa ma con poco successo.

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Sugli spalti spiccano gli sguardi attenti del ct dell’Under 21, Ciro Ferrara, di Angelo Peruzzi, di Arrigo Sacchi, di alcuni direttori sportivi come Minotti del Cesena, di Mihajlovic e Corvino con alcuni giocatori viola, a seguire da vicino le gesta della squadra che verrà.

Animi caldi sulle tribune, con lancio di fumogeni dal settore ospite verso la Maratona viola. “Certe scene non vorremmo mai vederle -l’amaro commento di Bruno Conti-, figuriamoci in una partita tra ragazzi”.

Il primo sussulto arriva al 43’, ma il diagonale di Montini, servito splendidamente da Caprari, sbatte sul palo a Seculin battuto. La Roma fatica a trovare spazi per la conclusione e la Fiorentina approfitta dell’unica grande occasione al 24’ della ripresa, con Carraro che con un bel pallonetto supera Pigliacelli, davvero incerto nell’uscita: 1 a 0. De Rossi prova a ribaltare il risultato con qualche cambio e la squadra riprende vigore: al 41’ del secondo tempo angolo dalla sinistra, errore del portiere viola Seculin e tocco rapace di Frascatore, da pochi passi, per l’ 1 a 1.

Un pari preziosissimo per la Roma, in vista del ritorno del 30 marzo nella Capitale.

M.C.

 

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