Tutti i guai giallorossi dalla A alla Z

Tutti i guai giallorossi dalla A alla Z

Lettera per lettera una stagione da dimenticare in fretta

di Redazione, @forzaroma

A – Abbonamenti. Dopo l’addio di De Rossi i tifosi hanno deciso di boicottare la Società partendo proprio dalle tessere annuali.

B – Baldini. L’eminenza grigia della Roma è lui. Non è un dipendente ma comanda tutto. E i tifosi l’hanno ormai messo nel mirino.

C – Centravanti. Dzeko, insieme ai senatori De Rossi, Manolas e Kolarov, avrebbe – secondo l’inchiesta di Repubblica – guidato la fronda a Di Francesco.

D – De Rossi. Capitan futuro, poi capitan rimpianto, oggi capitan discusso: è lui al centro del presunto scandalo denunciato da Repubblica. L’accusa? Avrebbe voluto “far fuori” Totti.

E – Estate. Rischia di essere infuocata. Senza ancora un allenatore e con i preliminari di Europa League alle porte.

F – Florenzi. È il nuovo Capitano ma sembra che nessuno lo consideri: non viene neanche chiamato in causa tra i senatori.

G – Gioco. La tattica di Di Francesco veniva considerata “scriteriata” dai senatori al centro della presunta fronda.

H – Hot line. I messaggi vocali di De Rossi hanno infuocato la polveriera Trigoria. Inviati ad hoc?

I – Investimenti. Senza Champions, la Roma fa meno gola dell’Atalanta (e il no di Gasperini ne è la conferma). Difficile che possa investire sul mercato senza la risorse Champions.

L – Lippie. Uomo di fiducia di Pallotta, è lui la “gola profonda” di Trigoria. Ha scritto al presidente una mail, datata 16 dicembre 2018, denunciando il clima impossibile all’interno di Trigoria.

M- Monchi. Il Ds spagnolo era finito nel mirino dei senatori per il mercato e per il modo di trattare i giocatori. Gli uomini scelti in estate non erano adatti al gioco di Di Francesco.

N – Nzonzi. Secondo il retroscena di Repubblica, De Rossi, dopo l’arrivo del francese campione del mondo, avrebbe fatto fuoco e fiamme minacciando di boicottare la Roma stessa: “Vi faccio arrivare decimi”.

O – Obiettivi. Tutti falliti. A cominciare dalla qualificazione in Champions che doveva portare le risorse per autofinanziarsi.

P – Pallotta. Non c’è mai. Viene accusato di vendere tutti i giocatori migliori. Per sapere cosa accade a Trigoria ha bisogno dei pizzini dei preparatori atletici. I tifosi lo accusano di avere a cuore solo lo stadio e di essere sempre più distaccato dalla Roma.

Q – Qatar. Lo sponsor sulle maglie cela anche un misterioso acquirente arabo? La pista resta aperta, anche in ottica stadio.

R – Romanisti. Sono le vere vittime di questa guerra senza quartiere che si combatte tra Trigoria e Boston. A loro vengono chiesti i soldi per gli abbonamenti, ma in cambio si offre pochissimo: non si vedono progetti né giocatori.

S – Stadio. È il sogno proibito di Pallotta. Ma si è arenato sull’ansa del Tevere tra burocrazia, indagini, mazzette e arresti. Ora anche i tifosi, pur di cacciare Pallotta, dicono no. Senza di loro è impossibile farlo.

T – Totti. Domenica è arrivato allo stadio per premiare De Rossi 4 minuti prima del fischio finale. Scuro in volto e freddo con Daniele. E c’è il giallo dell’audio in cui il numero 16 chiederebbe scusa a Totti: “Io non volevo”, dice in lacrime durante l’abbraccio.

U – Undici. Sono gli anni che dividono la Roma dall’ultimo trofeo vinto: la Coppa Italia, conquistata nel 2008.

V – Viperetta. Al secolo Massimo Ferrero: fa recapitare informalmente proposte per acquistare la Roma, offrendo però solo un piatto di lenticchie.

Z – Zaniolo. Doveva essere il nuovo Totti ma è finito soprattutto al centro di casi di cronaca, tra rapine alla mamma e gossip. Potrebbe essere il nuovo gioiello da sacrificare.

(di Claudio Fabretti e Franco Pasqualetti)

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