La Roma mai così “maggica”

di finconsadmin

(Leggo – F. Maccheroni) Eppure c’è un’anima, una concretezza che ha il sapore di un progetto. Progetto certo. Questa parola che dopo due anni fallimentari per risultati (non per investimenti) era diventata sinonimo di sfottò. Forse per questo Garcia non fa programmi e non accetta medaglie. Rimanda i complimenti «alla prossima giornata». Il calcio non ha certezze, quello che vedi oggi è come la carta che il mago ti sfila dal mazzo e lascia spuntare dalla giacca.

 

Ma Garcia non accetta neppure l’etichetta del fortunello: dice che la fortuna una squadra se la procura. Il palo di Muriel, il salvataggio di Castan prima, non sono soltanto fortuna. E il piattone di Bradley è un triangolo da gran calcio. La Roma, anche nei suoi rari momenti migliori, non era mai stata così. Nemmeno con Falcao e Cerezo, perché fu soltanto grande. Che sia diventata davvero «Magggica»? Per capire invece che cosa sia realmente la Lazio, bisognerà ancora attendere. Ieri sera Klose (tanto per non cambiare) le ha tolto la canna del gas e le ha concesso la maschera d’ossigeno: gol e rigore procurato in due minuti. Ma la prognosi resta riservata.

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