L’olandese ieri a segno con l’under 21 vuol convincere la Roma a puntare su di lui

"Voglio di più". Lo ripete con forza Justin Kluivert, lo ribadisce ad ogni intervista e lo vuole far arrivare nelle orecchie di Di Francesco che un mese fa lo spedì in tribuna al Bernabeu e del ct Koeman che ha deciso di lasciarlo per qualche giorno all'under 21 dove ieri ha segnato il primo gol nel 3-0 contro l'Ucraina, diventando il capocannoniere delle qualificazioni con 4 reti. Bocciature? No, piuttosto stimoli di crescita per un giocatore che, come riporta Leggo, deve ancora migliorare la fase tattica.

Il talento è indubbio e Kluivert lo ha mostrato già nella 1ª giornata col Torino quando il suo ingresso favorì il gol di Dzeko e i primi tre punti di una Roma ancora sperimentale. Poi tanta panca, fino all'esordio in Champions con gol al Plzen. Mai un giocatore così giovane (19 anni e 150 giorni) aveva segnato con la maglia giallorossa nella massima competizione europea. In tutto 223' tra campionato e coppe, poco ma nemmeno troppo considerata l'età. Ieri Kluivert ha giocato con l'Olanda under 21. Quella maggiore ha battuto 3-0 la Germania. "Come vedete gli Orange stanno tornando, è bello da vedere - ha detto al De Telegraaf - Poter farne parte è un grande obiettivo. Stavolta non sono con loro, ma penso di essere uno dei ragazzi che dovrà formare il futuro".

Kluivert Roma vs Viktoria Plzen - Uefa Champions League 2018/2019

Chiaro che le sue convocazioni con la squadra di Koeman passeranno dai progressi con la Roma: "I momenti in cui ho giocato ho fatto solo il mio. In allenamento sto migliorando: sto diventando più forte e ne sono sempre più consapevole. Capisco cosa i compagni vogliano da me e cosa vorrei io da loro. Dobbiamo lavorare e costruire il futuro su questo, ed è così che spero di giocare più minuti".

E le partite (sei in 26 giorni fino alla prossima sosta) non mancheranno per mostrare i suoi poteri. D'altronde faccia e fisico da supereroe della Dc Comics (quelli di Batman e Superman) Justin ce l'ha, e al suo fianco presto potrebbero esserci i suoi tre fratelli. Tutti calciatori, tutti figli di Patrick. L'ex bomber di Ajax e Barcellona, uno che ha fallito solo in Italia al Milan. Un destino che Justin non vuole proprio ripetere. Al momento, dei 4 fratelli, è quello che sta avendo la carriera migliore, anche se tra gli addetti ai lavori in molti segnalano il più piccolo - Shane di soli dodici anni che gioca al Barcellona - come il più forte dei quattro. Gli altri si chiamano Ruben (17 anni, difensore dell'Utrecht) e Quincy che cerca di emergere nella Primavera del Vitesse.

Una piccola cantera quella di papà Patrick che ha indirizzato Justin a Roma perché "non è ancora pronto per un club come il Barça".
(F.Balzani)

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