Dodici anni di differenza, uno scontro generazionale che non spaventa affatto Dybala voglioso di far vedere anche al ct Scaloni che è tutt'altro che finito
Castro, punta in ombra. Gasperini ha bisogno anche di lui
"Scusa Messi, ma prima viene la Roma". Paulo Dybala ha accettato senza problemi la decisione del club riguardo la rinuncia al viaggio in Argentina per la partita d'addio alla nazionale della Pulce in programma il prossimo sei ottobre a Buenos Aires. Una decisione presa di comune accordo tra la Joya (e Molina) e la società. I due argentini - nonostante l'affetto per Messi col quale hanno vinto il Mondiale del 2022 - non hanno forzato per andare e hanno capito le motivazioni del club che ha voluto evitare un viaggio intercontinentale ad entrambi a poche ore dalla doppia sfida con Como e Real Madrid. Nessun caso quindi e massima concentrazione sulla Roma. Gasp - scrive Francesco Balzani su Leggo - avrà Dybala a disposizione per tutta la settimana con l'obiettivo di far tornare al gol l'argentino a secco dal 18 gennaio scorso. Gol a parte, l'inizio stagione di Paulo è stato da applausi. Sempre titolare, spesso decisivo con 4 assist (nessuno meglio in serie A) e con numeri anche in fase di recupero che fanno ricordare il Dybala della Juve. Nei quattro giorni di riposo l'argentino si è allenato in palestra per non perdere il ritmo e presentarsi al massimo alla sfida a Nico Paz che - così come Balerdi, Soulè e Castro - tornerà a disposizione a sole 48 ore dalla partita. Dodici anni di differenza, uno scontro generazionale che non spaventa affatto Dybala voglioso di far vedere anche al ct Scaloni che è tutt'altro che finito.
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