Adesivi di Anna Frank in Curva Sud. A rischio processo in 14

E’ arrivato l’avviso di conclusione indagini a firma del procuratore aggiunto Francesco Caporale sui fatti di Lazio-Cagliari

di Redazione, @forzaroma

Punto di svolta nell’inchiesta sugli adesivi raffiguranti Anna Frank con indosso la maglia della Roma con cui, nel mese di ottobre del 2017, era stata tapezzata la curva sud dello stadio Olimpico. Appena 24ore fa è arrivato l’avviso di conclusione indagini a firma del procuratore aggiunto Francesco Caporale e ora 14 persone, ritenute responsabili dell’accaduto, rischiano di finire sotto processo. Tra loro spicca il nome di un 20enne romano, attivista di estrema destra, che risulta coinvolto anche nel sit-in sotto la sede di Repubblica che nell’irruzione nella trasmissione “Di Martedì” condotta da Giovanni Floris. Ai 14 indagati la Procura di Roma contesta il reato di violazione della legge Mancino che disciplina la discriminazione per motivi razziali, etnici o religiosi.

Un “atto disumano e allarmante“, come fu definito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’immediatezza dei fatti, su cui si concentravano le indagini da parte della Digos. In particolare gli agenti prendevano i filmati delle videocamere di sorveglianza dello stadio e anche grazie alla collaborazione dei colleghi della polizia Scientifica e del commissariato Prati, analizzandoli frame dopo frame, riuscivano ad identificare i 14 indagati che, in larga misura, sono risultati appartenenti al gruppo ultrà degli “Irriducibili”. Sulla stessa vicenda si era attivata anche la giustizia sportiva che, dopo aver analizzato il caso, aveva inflitto una multa di 50mila euro alla Lazio a fronte di una richiesta di 2 turni a porte chiuse (quindi anche il Derby….) che era stata formulata dal procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro.

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