Stadio e tangenti. I pm: “Per Parnasi ok ai domiciliari”

Ora, nelle prossime ore, il gip Maria Paola Tomaselli dovrà decidere se confermare o meno

di Redazione, @forzaroma

Alla fine il suo interrogatorio fiume, con tanto di ammissioni parziali (e tante precisazioni), è servito a qualcosa: la procura di Roma, come riporta La Repubblica, ha espresso parere favorevole alle scarcerazione di Luca Parnasi, il costruttore finito in carcere il 13 giugno scorso con l’accusa di essere l’ideatore di un sistema corruttivo che girava intorno al progetto dello stadio della Roma.

Ora, nelle prossime ore, il gip Maria Paola Tomaselli, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Parnasi e i suoi collaboratori, dovrà decidere: ha tempo fino a stasera.

In circa undici ore di interrogatorio (sospeso a notte fonda e ricominciato la mattina seguente) Parnasi ha spiegato il suo “ metodo anni Ottanta”, quello che gli faceva dire, intercettato dai carabinieri di via in Selci: “Io pago tutti, è un investimento”.

Oggetto di quell’atto istruttorio, in una saletta riservata del carcere di Rebibbia, innanzitutto il suo rapporto con Luca Lanzalone, ex presidente Acea e uomo legatissimo alla giunta Cinque Stelle. Parnasi ha parlato anche dei soldi alla politica. Ammettendo di aver finanziato tanti personaggi e di diversi schieramenti, sempre per i “buoni rapporti”, ma di non aver mai ricevuto nulla in cambio. Una tesi che servirebbe ad allontanare da sé l’accusa di corruzione.

Intanto, è attesa per dopodomani l’udienza del tribunale del Riesame che dovrà decidere del ricorso dell’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd) e dell’ex vicepresidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi ( Fi), entrambi indagati.

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