Semplice, vicino e accessibile: la Roma pensa al Gazometro

Il club cerca aree adeguate. In lizza ancora l’area di Tor Vergata

di Redazione, @forzaroma

La mossa della Roma ha messo l’amministrazione Raggi con le spalle al muro, scrive Matteo Pinci su La Repubblica. La scelta di ufficializzare la rinuncia a proseguire l’iter per lo stadio di Tor di Valle toglie alla sindaca uscente la possibilità di utilizzare l’impegno per il futuro stadio in campagna elettorale.

Sposare qualsiasi proposta alternativa arriverà dalla Roma è l’unica strada che ha, oggi, per dovervi rinunciare. Ma venerdì, quando il presidente Dan Friedkin si presenterà insieme ai fedelissimi Fienga e Scalera al tavolo con il Campidoglio — l’appuntamento non è stato ufficializzato e potrebbe essere anticipato a mercoledì, se l’agenda lo permettesse — non arriverà con un portafoglio di aree da sottoporre ai suoi interlocutori.

La Roma eviterà anche di incaricare società per l’individuazione di terreni disponibili o adatti. Da venerdì sera le telefonate tra la società di calcio e l’amministrazione sono state frequenti: sedersi al tavolo — anche se non basterà certo la prima riunione — sarà l’occasione per confrontarsi, mettendo sulla scrivania impressioni e conoscenze per realizzare una mappatura delle zone più adatte. Una cosa è certa: requisito fondamentale è che la destinazione d’uso dell’area preveda la realizzazione di impianti sportivi. In modo che non sia necessario modificare il piano regolatore, con enorme risparmio di tempo e soprattutto di iter burocratici. Altro criterio irrinunciabile: che la zona sia servita e non necessiti di interventi infrastrutturali che farebbero impennare i costi. L’idea è di uno stadio semplice e con costi ragionevoli.

Visto l’“identikit”, restano quindi soltanto due soluzioni, più una. La più affascinante porta all’area del Gazometro: terreni di proprietà di Eni, a ridosso di due fermate della metro, pienamente inseriti nel tessuto urbano e ammiccanti alla storia del club, visto che l’area dà le spalle a Testaccio, dove sorgeva il primo stadio della Roma.

Ma attenzione, perché non è passato inosservato il riferimento della società a voler dialogare per il futuro anche con “le Università di Roma”. Un evidente riferimento a Tor Vergata e ai terreni di Caltagirone, con cui gli uomini di Friedkin hanno avuto più di un appuntamento nei mesi scorsi. Lì sorge la vela di Calatrava, monumento all’incompiuto eredità dei Mondiali di Nuoto del 2009.

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