Nazionale, Mancini ct fino al 2026. Nel progetto di Gravina c’è anche De Rossi

Pronta la bozza del rinnovo a 3 milioni l’anno. Gravina offre un progetto fondato sul commissario tecnico e sui suoi fedelissimi

di Redazione, @forzaroma

C’è una duplice operazione Europeo per la Figc. Politica, per la conferma di Roma sede del torneo. E tecnica, per rinnovare subito, a lungo e col consolidamento dello staff, l’attuale contratto di Mancini, che scade col Mondiale 2022: l’obiettivo è evitare lo stillicidio di voci sul futuro del ct, potenzialmente destabilizzanti. L’operazione Europeo scatterà ufficialmente domani sera, un attimo dopo la fine della partita di Vilnius con la Lituania, l’ultima del trittico di apertura delle qualificazioni al Mondiale. Mancini, dopo il doppio 2-0 a Irlanda del Nord e Bulgaria, sembra vicino al tris di vittorie e all’aggancio a 25 risultati utili consecutivi di un totem come Lippi, a 5 dal record di Pozzo. Sarebbe l’innesco ideale dello sprint per l’accordo col ct, già delineato e ribadito anche nella trasferta di Sofia da Gravina.

Gravina, scrive Enrico Currò su “La Repubblica”, ha pronta la bozza di contratto con ritocco dell’ingaggio (da 2 a 3 milioni netti l’anno, bonus da definire) e con durata fino al Mondiale 2026: l’unico nodo formale sarebbe il mandato presidenziale, in scadenza nel 2025. Si punta con decisione sul tecnico che ha rilanciato immagine e gioco della Nazionale: in un club Mancini guadagnerebbe di più, ma la Figc gli offre un progetto fondato su di lui e indipendente dalla schiavitù del risultato. C’è un ulteriore asso: il club tagliato su misura per Mancini sarebbe il Club Italia stesso, già ricco di uomini di sua fiducia (Lombardo, Evani, Salsano, Nuciari, Battara) e integrato da figure storiche della Nazionale: al team manager Oriali si sono aggiunti il capodelegazione Vialli, fraterno amico di Mancini, e ora De Rossi, neoassistente di lusso.

Il prossimo arrivo in Figc sarà quello di Lippi: ruolo da definire, certo non nell’area di Mancini, di fatto coordinatore delle Nazionali. La tesi di Gravina, esposta nuovamente al ct campione del mondo a Berlino in un recente pranzo a Roma, è che una risorsa come lui debba essere valorizzata dalla Figc.

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