Un mese al campionato: solo Juve e Inter promosse a pieni voti. Roma in stand by

Dopo Iago Falque è in arrivo Salah, che va a infoltire il già nutrito gruppo di ali, alette e alucce a disposizione di Garcia: una sforbiciata nel reparto sarà necessaria.

di Redazione, @forzaroma

Manca un mese all’inizio del campionato di serie A, che scatterà nel weekend del 22-23 agosto, e un mese più otto giorni al termine della sessione di calciomercato, la cui dead line è fissata alle 23 del 31 agosto. L’irraggiungibile Juventus delle ultime quattro stagioni sta lentamente mutando fisionomia, tra addii pesanti e un sapiente ringiovanimento della rosa, mentre le inseguitrici, Inter e Milan su tutte, stanno aprendo il gas per provare a colmare le proprie lacune e a rimettere in discussione la lotta per lo scudetto. Vediamo a che punto sono i migliori club della serie A, provando a dare una valutazione sulla campagna acquisti e cessioni fin qui.

JUVENTUS 8 – Con ogni evidenza il club aveva pianificato le mosse con grande anticipo, perché si è fatto trovare prontissimo sugli addii di Pirlo e Tevez, di cui era al corrente da tempo. Li ha così sostituiti con Khedira e Mandzukic, navigati bucanieri del calcio internazionale dal rendimento pressoché sicuro, a saperli prendere, il che obbligherà Allegri a cambiare modo di giocare (Marchisio sarà il regista, mentre il croato ha chiaramente caratteristiche opposte a Tevez), ma mutare pelle è necessario, dopo tanti anni di egemonia. Con molto anticipo si era pensato anche alla inevitabile cessione di Vidal, e i quasi 40 milioni che arriveranno dal Bayern per il cileno sono senz’altro un colpaccio, e i suoi sostituti, Goetze e Draxler, sono pienamente all’altezza. Nel frattempo la rosa si è rafforzata con i due migliori giovani dell’ultima serie A, Dybala e Rugani, e ora i nati dopo il 1990 sono ben otto. Nella finale di Berlino, il 6 giugno scorso, la Juventus aveva un’età media di quasi 31 anni: il futuro è già iniziato.

ROMA 6 – E’ partita lentissima sul mercato e solo ora comincia a muovere le sue pedine. Dopo Iago Falque è in arrivo Salah, che va a infoltire il già nutrito gruppo di ali, alette e alucce a disposizione di Garcia: una sforbiciata nel reparto sarà necessaria. Manca ancora un centravanti affidabile, e visto che Destro e Doumbia sono in lista di partenza ecco la caccia a Dzeko, che comunque costerà lacrime e sangue perché il City è ricchissimo. Il terzino sinistro del futuro dovrebbe essere Adriano. Se alla fine Romagnoli venisse ceduto al miglior offerente, la difesa non sembra offrire enormi garanzie, mentre ne offre il portiere Szczesny, in arrivo dall’Arsenal al posto (o in alternativa) di De Sanctis. L’incognita, a un mese dal via, è la coesione dello spogliatoio intorno al tecnico Rudi Garcia, che ha concluso la scorsa stagione in una nebbia di incomprensioni e malumori con parecchi giocatori.

INTER 7.5 –  Sta rischiando grossissimo, acquistando numerosi giocatori con pagamenti dilazionati nel tempo: o sarà zona Champions, alla fine del prossimo campionato, oppure il bilancio diventerà un’inquietante zona d’ombra e chissà cosa accadrà. Nel frattempo, ha fatto il possibile e anzi di più, con Mancini che ha convinto Thohir a esagerare perché chi non risica non rosica, e soprattutto non batte la Juventus: con l’acquisto ormai concluso di Perisic, siamo già a circa 90 milioni di spesa, dopo alcuni rifiuti dolorosi negli ultimi mesi (Yaya Tourè e Dybala su tutti). C’era da sistemare un po’ tutta la squadra, a cominciare dalla difesa: Miranda su tutti, ma anche Murillo e Montoya sembrano buoni acquisti in prospettiva, potranno restituire solidità a un reparto debolissimo. Bisognava offrire muscoli ed esperienza al centrocampo, e per ora è arrivato quel bell’atleta di Kondogbia e prima o poi Mancini avrà anche Felipe Melo davanti alla difesa. Quanto agli attaccanti, dopo Perisic potrebbe arrivare Jovetic, mentre si cerca un vice-Icardi e Drogba non sarebbe affatto male, anche se c’è chi ha ricominciato a parlare di Balotelli (ma Mancini non è d’accordo). Manca ancora un terzino sinistro (Masuaku? Siqueira?) ma poi sarà obbligatorio sforbiciare, anzi asfaltare un rosa che supera i 30 giocatori, e quella sarà un’impresa ardua.

MILAN 6.5 – Voto sulla fiducia, visto che ci sono altri 100 milioni da investire sul mercato e qualcosa di buono si vedrà per forza. Si riparte con Mihajlovic in panchina, e la sua superiore esperienza rispetto a Inzaghi (e al Seedorf dell’anno prima) sarà un valore aggiunto. Bacca e Luiz Adriano offriranno velocità e imprevedibilità in area, anche se nel frattempo anche qui il plotone degli attaccanti si è dilatato fino ad assumere dimensioni mostruose, nonostante la cessione di El Shaarawy: che sarà dei vari Honda, Cerci e Menez, che non corrispondono esattamente all’idea di calcio di Mihajlovic? Vedremo. E’ un giocatore ideale per Sinisa invece Bertolacci, con il suo dinamismo e la sua capacità di arrivare in area avversaria, anche se a centrocampo serve ancora qualcosa. Da sistemare, e per bene, la difesa, solo che finora il club è fermo alla difficile trattativa per Romagnoli, che da solo neppure basta per colmare le lacune. In sottofondo c’è Ibrahimovic, che prima o poi troverà il modo di tornare nel club in cui si è trovato meglio negli ultimi anni: se il caro vecchio Ibra ne avrà ancora, sarà un grande acquisto, anche se bisognerà valutare attentamente il suo rapporto con Mihajlovic, visto che i due hanno caratterini bizzosi.

LAZIO 5.5 – Si è mossa con enorme circospezione, quasi che il club fosse in attesa dell’esito del preliminare agostano di Champions League e dunque di capire che tipo di rosa allestire. Per or non c’è un organico all’altezza del doppio impegno, anzi Lotito ha mollato ormeggi, zavorre e stipendi che pesavano: Ledesma, Ciani, Mauri, Cavanda, Pereirinha ed Ederson sono partiti per altri lidi, con piena soddisfazione dei revisori dei conti. Stringatissima la lista dei nuovi arrivi: il bravo difensore olandese Hoedt (classe 1994) che può costituire un coppia orange, giovane e bella con De Vrij, e il geniaccio inglese Morrison, il cui talento è pari all’incostanza, ma può diventare un personaggio della prossima serie A perché ha qualcosina in comune col meraviglioso Gascoigne degli anni Novanta. L’obiettivo sul mercato è un altro estroso come il serbo Milinkovic, in attacco caccia all’olandese Kishna. Si può dare di più.

FIORENTINA 5.5 – Anche qui c’è stato poco movimento, dopo l’addio piuttosto traumatico a Vincenzo Montella. Tutto da valutare l’impatto di Paulo Sousa in panchina nel nostro campionato, anche se la sua bella esperienza al Basilea sembra offrire garanzie, e bisognerà capire quale tipo di calcio vuole proporre il tecnico portoghese. Che però ha già fatto trapelare il suo disappunto per la cessione del difensore Savic all’Atletico Madrid, anche se nell’operazione la Fiorentina ha ottenuto i servigi di Mario Suarez a centrocampo. Quello dello spagnolo è finora l’unico acquisto di rilievo, mentre l’altro potrebbe essere rappresentato dall’ennesimo ritorno di Pepito Rossi. Gomez è in uscita, Destro forse in entrata, ma per adesso la Viola appare molto simile all’ultima stagione.

NAPOLI 5.5 – La grande incognita è anche la grande novità, o la grande curiosità, e si chiama Maurizio Sarri. Non è stato un innamoramento della prima ora per De Laurentiis, che prima di lui aveva pensato a Unay Emery (e ricevendo un rifiuto), ma è chiaro che buona parte dei destini del Napoli dipende da come si adatterà il tecnico all’ambiente, alla città, alle diversissime pressioni di Napoli e dei napoletani, a uno spogliatoio di giocatori già affermati e non certo alla caccia dell’occasione della vita, come al tecnico era capitano a Empoli. La scelta di Sarri, un esordiente a certi livelli, sembrerebbe anche preludere a una stagione di basso profilo sul piano degli investimenti, del resto senza Champions League c’era da aspettarselo.
Per ora il centrocampo sta cambiando caratteristiche con gli arrivi di Valdifiori e Allan, perché Sarri vuole centrocampisti di tocco e di manovra, ma il resto della squadra è rimasto finora immutato, anche se Hamsik nel nuovo ruolo di mezzo sinistro è assai più motivato che con Benitez. C’è da sistemare la difesa, soprattutto al centro, solo che per adesso non si vedono all’orizzonte nomi destinati a cambiare sostanzialmente il corso delle cose.

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