Le ombre americane sul tycoon Vitek che vuole Tor di Valle

Le ombre americane sul tycoon Vitek che vuole Tor di Valle

A New York è stato querelato da alcuni suoi ex soci che lo accusano di una frode da un miliardo di dollari perpetrata tra il 2012 e il 2016

di Redazione, @forzaroma

Il coronavirus blocca un affare che sembrava ormai fatto, scrive “La Repubblica”. Il magnate ceco Radovan Vitek, pronto ad acquistare tutte le società del gruppo Parnasi proprietarie anche dei terreni sui quali dovrebbe sorgere il nuovo stadio di Tor di Valle, ha preferito rimandare il suo viaggio nella Capitale e ha fissato un nuovo appuntamento per la fine del mese. Ma l’accordo è ormai raggiunto.

Sul self made man del settore immobiliare però ci sono una serie di vicende legali internazionali. A New York è stato querelato da alcuni suoi ex soci che lo accusano di una frode da un miliardo di dollari perpetrata tra il 2012 e il 2016. Quella statunitense non è l’unica grana. Nel 2017, l’autorità finanziaria lussemburghese ha bacchettato Vitek per la vicenda di Orco, società di diritto lussemburghese che Vitek avrebbe assunto illegalmente, con la complicità tra gli altri dell’immobiliarista Jean-Francois Ott, della banca ceca JeT e di Rothschild&Co., utilizzando teste di legno. Secondo la Cssf (Commission de Surveillance du Secteur Financier), l’acquisizione era fuori norma perché violava la legge europea sulle offerte pubbliche di acquisto, quella sulla trasparenza e quella sugli abusi di mercato.

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