Il ribaltone della Roma, ma nella serata perfetta Totti se ne va incupito

Quando Banti fischia la fine sono passati appena due minuti e mezzo dall’ingresso in campo del capitano della Roma. Centocinquanta secondi senza nemmeno il gusto di sfiorare il pallone

di Redazione, @forzaroma

Quando Banti fischia la fine sono passati appena due minuti e mezzo dall’ingresso in campo del capitano della Roma. Centocinquanta secondi senza nemmeno il gusto di sfiorare il pallone. Mentre tutti gli altri festeggiano con la curva Francesco abbassa la testa, cammina, poi corricchia, dritto negli spogliatoi cupo come il volto di un minatore di carbone: la penultima in casa è meno di una comparsata, e non serve che lo dica lui per capire che quel cambio a recupero già iniziato deve averlo vissuto come uno schiaffo, un’umiliazione, forse anche peggio dell’esclusione di Milano di sette giorni prima. “Mi preoccupo più per il Totti uomo che per il calciatore”, dice il dg Baldissoni confessando i tormenti del suo capitano. Non vorrebbe nemmeno festeggiarla, la fine, il 28, nonostante uno stadio sold out solo per lui e i fuochi d’artificio prenotati.

Come riportato nell’edizione odierna de “La Repubblica”, lo stato d’animo di Totti e della Roma non potrebbero essere più distanti: sabato c’è il Chievo e Spalletti potrebbe uscirne a un punto appena dalla Juventus. Caricando di altra pressione i nervi tesissimi dei campioni, stretti tra la finale di coppa Italia di mercoledì contro la Lazio, il Crotone che all’idea di salvarsi inizia a crederci davvero e quel peso ingombrante: il 3 giugno, il Real, la Champions.

(M. Pinci)

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