E adesso Malagò punta a diventare membro Cio

Il presidente del CONI superato il “no” per le Olimpiadi di Roma 2024, tenterà una nuova ed importante avventura professionale

di Redazione, @forzaroma

Giovanni Malagò, superato lo choc olimpico, punterà ad entrare come membro Cio individuale nell’elite dello sport mondiale. Anche per questo ha candidato Milano ad ospitare la sessione Cio del 2019 (nell’occasione dovrà anche scegliere la sede dei Giochi invernali del 2026): sarebbe una vetrina importante, sia per lui che per una eventuale candidatura di Milano ai Giochi estivi 2028, a riportarlo è Repubblica.it.

Malagò è uomo di sport, ama tutte le discipline, con una preferenza per calcio e F.1: Renzi gli propose di candidarsi come sindaco di Roma, ma lui preferì restare alla guida del CONI, le cose da fare d’altronde erano (e sono) tante. Naturale che la sua aspirazione adesso lo porti a rappresentare lo sport italiano come membro Cio. Ha ottimi contatti internazionali, e la vicenda Roma 2024 non dovrebbe danneggiarlo più di tanto: anche se la figuraccia è stata terribile.  Meglio pensare al futuro, guardare avanti. Quello che Malagò sta facendo.

In Procura Figc c’è qualche mal di pancia per la mole enorme di lavoro e per i compensi che sono davvero modesti: 40 euro a missione, mentre il procuratore del Coni, il generale Cataldi, stimato non solo da Malagò ma anche dalla Raggi, ne prende circa 100.00 all’anno, e i suoi vice 25-30.000. In più la nuova procura interregionale, voluta da Tavecchio e che si occupa di migliaia di casi dei dilettanti, fatica a districarsi con gli arretrati. A dirigerla è stato chiamato l’avvocato romano Balata che in quanto procuratore aggiunto risponde a Pecoraro, il quale a suo volta relaziona Cataldi. La procura interregionale inoltre avrà tre divisioni (Nord, Centro e Sud) che ancora, purtroppo, devono partire.

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