DiFra: “Non siamo guariti. Secondo tempo assurdo”

Il tecnico ai limiti dello sfinito: “Questa squadra ha delle deficienze mentali che vengono fuori in queste occasioni”

di Redazione, @forzaroma

“Il secondo tempo? Assurdo”. È Di Francesco a sintetizzare tutto il paradosso di una gara che è stata semi-perfetta nella prima parte, risultando invece disastrosa nella ripresa. Un suicidio calcistico scivolato di mano dallo 0-3 al 3-3 finale. E per capire ancora meglio la portata del disastro, basta soffermarsi su un dato inquietante: era dall’ottobre del 2011, derby contro la Lazio, che la Roma non tentava neanche un tiro nei secondi quarantacinque minuti di una partita di serie A, scrive Francesca Ferrazza su “La Repubblica”.
Dato che da solo restituisce il senso di un pomeriggio in cui i giallorossi buttano due punti che avrebbero fatto rima con “quarto posto”, riuscendo a stringerne solamente uno. “Non me ne capacito, perché non è la prima volta che accade – è sconsolato, Di Francescoquando dico che questa squadra non è guarita, mi riferisco proprio a questo: ha delle deficienze mentali che vengono fuori in queste occasioni. Non puoi buttare all’aria un 3-0 contro l’Atalanta”.
Dallo 0-3 al 3-3 finale, una frittata grossolana che annega il ritorno al gol di Dzeko, l’ennesima bella prestazione di Zaniolo e la settima rete stagionale di El Shaarawy. Eusebio è preoccupato, ai limiti dello sfinito, rispetto a un gruppo dalla personalità bipolare. Durante la ripresa a Bergamo si è sgolato, in particolare con Kluivert, entrato al posto di El Shaarawy al 62’. Dopodomani la Roma avrà subito la trasferta a Firenze, per giocarsi l’accesso alle semifinali di coppa Italia in una gara secca contro i viola. E poi, domenica prossima, lo scontro diretto per il quarto posto, con il Milan, all’Olimpico (non ci saranno Cristante e Nzonzi che, ammoniti ieri, saranno squalificati).

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  1. cpg35600 - 2 anni fa

    Egregio Sig. Di Francesco, Lei parla di personalità bipolare e di deficienze mentali. Per quanto mi concerne professionalmente ritengo che c’è un uso discriminante di questi termini. Penso che tutto ciò non sia esatto, ma sono solo un “respingimento di eventuali accuse”, Ciò posto, le pongo una domanda:
    E’ certo, Lei, della validità dei Professori di Ginnastica (usando questo termine desueto) nonché degli allenatori NELLA PALESTRA INTERNA ALL’EDIFICIO?
    Dovrebbero essere questi professionisti a “non far mancare il fiato” ai calciatori.Da psicologo, mi permetta questo commento personale.

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