Protocollo d’intesa da prefetto e club: “Il comitato per l’ordine e la sicurezza monitorerà sino al termine del campionato, con l’obiettivo di perseguire nel tempo l’eliminazione di tutte le barriere divisorie”

Strootman torna in campo con i compagni, aspettando magari che i tifosi tornino allo stadio. Già, perché mentre a Trigoria l’olandese inizia finalmente il lavoro agli ordini di Spalletti, ieri si sono mossi i primi passi per tentare di riavvicinare le curve all’Olimpico. Grazie a un protocollo d’intesa da prefetto e club: “Il comitato per l’ordine e la sicurezza monitorerà sino al termine del campionato, con l’obiettivo di perseguire nel tempo l’eliminazione di tutte le barriere divisorie”Il questore D’Angelo frena: «Per quest’anno non si toglie nessuna barriera». Ma quello che è stato messo nero su bianco è un impegno scritto a rivalutare, “se saranno superate le criticità”, la divisione delle due curve, e a eliminare le nuove vetrate come vorrebbero gli ultras: a patto che tornino all’Olimpico a tifare senza problemi, senza occupare scale e ingressi o esplodere petardi.

barriere olimpico

Fermo restando le misure “antiterrorismo”, sarà ridotto il numero di poliziotti e incrementato quello degli steward: in questo senso, distensione verso la pratica di non rispettare il posto a sedere, tema critico per gli ultras. E poi controlli meno rigidi, per ridurre i tempi d’afflusso allo stadio. Oltre alla possibilità per i tifosi d’interfacciarsi con un delegato dei club (lo Slo, per la Roma Nela), anziché, con la questura per quanto riguarda coreografie e striscioni. Ma segnali di disgelo da parte degli ultrà non si registrano. Anzi.

(F. Ferrazza)

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