Abbonati, che crollo il Milan. Salgono Roma, Toro e Atalanta

In crescita gli abbonati della Roma, ora a quota 26.106. I tifosi della Magica sognano una grande stagione

di finconsadmin

La prima giornata, per fortuna, è andata via liscia senza incidenti ma ci sono dati preoccupanti per quanto riguarda gli abbonamenti. Lo scorso anno la media spettatori era stata di 23.011, superiore ai due anni precedenti. Un piccolo recupero nonostante alcune situazioni difficili. Le presenze in serie A erano state complessivamente di 8 milioni 744.116 spettatori, con un incasso totale di 84 milioni 510.932 euro. Non dimentichiamo che le pay tv hanno preso da anni il sopravvento. Il Cagliari (di Cellino) ad esempio aveva giocato al Sant’Elia con una capienza ridottissima: 65.555 presenze totali contro le 869.586 del club che aveva avuto più spettatori, vale a dire l’Inter. Ma a Cagliari adesso hanno voltato pagina: il presidente Giulini e il suo vice Filucchi hanno già portato la capienza a 12.000 posti, e nel corso della stagione arriverà a 16.000. La Lega per fortuna non concede più deroghe, si fanno le cose seriamente. In netto calo gli abbonati del Milan: se lo scorso anno era stato toccato il primato negativo dell’era Berlusconi (24.648 abbonati), adesso va ancora peggio. I fedelissimi sono solo 17.350, 7.258 in meno della stagione precedente. Un autentico crollo: e chissà se i nuovi acquisti adesso potranno portare un po’ di entusiasmo (ma Galliani, con pochi soldi, ha fatto i miracoli). In crescita invece gli abbonati della Roma, ora a quota 26.106. Sale anche il Torino, circa un migliaio in più rispetto allo scorso anno. Bene l’Atalanta che supera quota 10.000. Crolla l’Udinese, in attesa del nuovo impianto. Piccolo calo per il Genoa, mentre tiene il passo il Sassuolo. Poco entusiasmo, per ora, in casa del neopromosso Palermo, staccatissimo anche dal Cesena. E i tifosi della Lazio (Curva Nord) annunciano che torneranno allo stadio ma senza abbonarsi: meglio per Lotito che incasserà più soldi.

Stadio della Roma: adesso è allarme
Come è difficile costruire uno stadio in Italia: se ne sta accorgendo la Roma made in Usa. Se nel progetto non saranno infatti previsti consistenti adeguamenti alla viabilita’, “la Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli si troverà in grande difficoltà nel concedere l’agibilità al nuovo Stadio della Roma”. Così ha dichiarato, in un’intervista a ‘Il Tempo’, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Un allarme lanciato a due giorni dall’approvazione, da parte del sindaco Marino e della sua giunta, della delibera di interesse pubblico dell’opera. “Il prefetto – spiega Pecoraro – deve garantire la sicurezza civile e la sicurezza pubblica. Dobbiamo valutare se l’intero complesso è idoneo o meno a garantire che non si verifichino situazioni che possano compromettere il regolare svolgimento di un evento. Quali? Dalle più’ piccole emergenze, ad esempio la caduta di una persona, magari di un bambino, a situazioni ben più potenzialmente pericolose: un black out generale, problemi di gestione della folla, e via dicendo. Quindi, se non si creano le condizioni per garantire questa incolumità delle persone e il regolare svolgimento dell’evento, beh, avremo grossi problemi nel concedere l’agibilità”. Inoltre pare che la Regione Lazio abbia dei dubbi in merito ad eventuali esondazioni del Tevere che passa vicino all’impianto di Tor di Valle e che potrebbe creare problemi a valle, nelle zone di Acilia, Ostia e Fiumicino. Il 24 agosto scrivevano che “toccando ferro, sempre proprio che non ci siano ostacoli”. Purtroppo non è così. In Italia non si deve mai peccare di ottimismo. Una lezione che suo malgrado imparerà anche Pallotta.

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