Sabatini intanto sale in cattedra a Coverciano

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) Metti in una giornata a Coverciano due campioni del Mondo come Cannavaro, che la coppa l’ha pure alzata, e Oddo, qualche ex giocatore come Galante e qualche giovane dirigente, come ad esempio Valentina Mezzaroma, e metti insieme a loro uno dei più importanti direttori sportivi italiani, come Walter Sabatini, a fare da professore.

 

È quello che è successo ieri nel centro federale a due passi da Firenze dove il ds romanista è stato invitato a tenere una lezione a tutti coloro che stanno studiando per diventare in futuro, prossimo o lontano che sia, direttori sportivi. È iniziata infatti lunedì alle 9.30 la quarta settimana di lezioni del corso 2012 per l’abilitazione a Direttore Sportivo ad indirizzo tecnico sportivo e ad indirizzo amministrativo. Il corso si articola complessivamente in sei settimane non consecutive di lezione, da svolgersi tutte al Centro tecnico di Coverciano.

 

Al termine del corso, a quanti avranno superato l’esame finale comprendente anche la discussione di una tesi, sarà rilasciato un diploma, con indicazione dell’indirizzo prescelto, che costituirà il presupposto necessario per l’iscrizione nell’Elenco speciale dei direttori sportivi. Sabatini è salito in cattedra dalle 14 alle 16.30 (con annesse pause sigarette, ovviamente, nel numero – pare – di tre) e il titolo della sua lezione era proprio: “Il mestiere del ds”. Niente di più facile per lui che, come insegnano le conferenze stampa a Trigoria, quando inizia a parlare è spesso un fiume in piena. E ieri non si è smentito.

 

Ai suoi allievi ha raccontato in cosa consiste il suo lavoro, come si articolano le giornate (e nottate) fatte di dvd, analisi di giocatori e visioni di partite che, inevitabilmente, non possono essere viste tutte sul campo. Ha poi parlato del rapporto coi calciatori e di quello con gli allenatori (a volta bisogna essere degli equilibristi, e chissà che il pensiero non sia andato anche alla vicenda Osvaldo- De Rossi-Zeman) e ha fatto più di qualche battuta che ha strappato risate a tutta la platea. Linguaggio colorito, concetti chiari e spiegazione, anche, di tutte le difficoltà che si incontrano nel corso della carriera.

 

Sabatini, che ha raggiunto Coverciano subito dopo l’allenamento della Roma ed è ripartito nel tardo pomeriggio, quest’anno festeggia diciotto anni da direttore sportivo visto che la sua carriera dietro la scrivania come ds inizia nel 1994 alla Triestina. Poi un lungo peregrinare in giro per l’Italia (Arezzo, Perugia, Lazio e Palermo) fino all’arrivo a Trigoria un anno e mezzo fa. Contratto annuale il primo anno, contratto annuale il secondo perché il direttore sportivo vive sempre sull’onda dei risultati. Questa è la sua regola principale. E chissà se i suoi allievi hanno preso appunti.

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