Pablo, Sdengo, Daniele. L’ora della concordia

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Bianchini) Centomila cuori giallorossi, moltiplicati per dieci, venti e forse più, chiedono amicizia e amore sventolando la bandiera del buonsenso.

 

Zeman è un romanista puro, De Rossi è un figlio della curva Sud, Osvaldo vive dell’entusiasmo ritrovato nella famiglia giallorossa. In omaggio al desiderio manifestato dai tifosi romanisti, siamo sicuri quindi, che essi non tarderanno a risalire in fretta sulla navicella del comune amore e riprendano a remare tutti insieme. C’è un lungo fiume da navigare. Il calcio è allegria, semplicità, voglia di stare insieme, nell’occasione rinvigorito dalla consapevolezza che quel fiume potrebbe sfociare nel mare del successo. Non bisognerebbe mai smarrire il senso delle proporzioni. Stiamo parlando di calcio, che a volte assume fisiologicamente effervescenti quanto fugaci toni dialettici e non di un ciclone diplomatico che mette a repentaglio le sorti dell’Universo.

 

Sono pensieri della saggezza, che rifuggono da fragili emotività lasciando immaginare quanto non sia difficile ad uomini di sport chiarire, spiegare e offrirsi reciprocamente la mano, in una stretta vigorosa di ritrovata amicizia. Il popolo romanista rimane fiducioso in sala d’attesa. Ha spento il cicalìo delle radio di quartiere seminatrici di zizzania e isolato gli “scrittori” dell’ironia . Adesso confida nell’equilibrio del capostazione e dell’intero personale di bordo, affinché il treno della concordia non porti ritardo.

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