Ora Destro. Dodò, esordio lontano

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) Il debutto ufficiale contro la squadra in cui è cresciuto e nello stadio dove sognava di diventare un campione. Ci si fosse messo di mezzo uno sceneggiatore difficilmente avrebbe scritto una trama così: Roma-Catania, prima di campionato, Mattia Destro tifa per i compagni dalla tribuna. Squalificato, salta il debutto in serie A con la maglia giallorossa. Deve aspettare sette giorni. Giocherà domenica prossima in maglia bianca a San Siro contro l’Inter, la squadra che prima lo ha scaricato e poi ha tentato senza successo di riprenderselo. Sarà lui la novità principale della Roma che Zeman schiererà sul rinnovato terreno del Meazza anche se con tutta la settimana di mezzo, e con gli ultimi giorni di mercato ancora da vivere, è difficile capire che formazione verrà opposta ai nerazzurri.

 

Destro dovrebbe esserci, probabilmente dall’inizio anche se tutto può succedere in questi cinque giorni di lavoro. A Milano dovrebbe esserci anche Totti, che ieri ha rimediato una forte confusione. Il programma della settimana è ormai standard: oggi riposo, domani allenamento di pomeriggio, mercoledì doppia seduta, giovedì tutti in campo alle 17, venerdì due allenamenti – con intensa parte tattica – sabato allenamento alle 9.30, convocati, conferenza, pranzo e partenza per Milano. Le abitudini di Luis Enrique, che faceva partire la squadra il giorno stesso della partita, sono ormai un lontano ricordo.

 

Così come sembra essere lontana la presenza di Dodò in campo. Le condizioni del giovane brasiliano continuano ad agitare i sonni di Sabatini. Il ragazzo dopo i dieci minuti («anzi sette», ha precisato Zeman sabato in conferenza stampa) contro l’Aris nell’amichevole del 19 agosto non si è più visto. Ha ancora dolore al ginocchio sinistro, quello operato a novembre, e quando forza un po’ poi fatica anche a stendere la gamba. La Roma esclude che ci sia il rischio di una nuova operazione ma è comunque molto preoccupata.

 

Perché il periodo dell’infortunio è lo stesso di Nicolas Burdisso: lui gioca titolare, Dodò conosce a memoria la palestra e la sala fisioterapia di Trigoria. Spesso si siede in panchina durante gli allenamenti per vedere i compagni e cercare di capire i movimenti che chiede Zeman ma è difficile se non provi e riprovi con la squadra. Previsioni su un suo ritorno in campo non se ne fanno, nessuno si azzarda. La speranza – perché di questo si tratta – è che la sosta dopo Inter-Roma gli possa essere utile per tornare a lavorare col gruppo. Gruppo di cui comunque si sente parte integrante.

 

Lui, così come Destro, ieri sono andati a Trigoria per trascorrere le ore immediatamente precedenti alla partita insieme ai compagni e con loro, anche se in abiti “borghesi” sono arrivati allo stadio intorno alle 19. Sono entrati nello spogliatoio poi mentre i compagni si riscaldavano si sono accomodati in tribuna a fare il tifo.

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