Mercato sontuoso, ora tocca al Maestro

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Bianchini) – Prima di risfoderare sciarpe e bandiere a salutare il campionato, i tifosi romanisti forse non sbaglierebbero a ripercorrere con la memoria gli eventi contrastati dell’ultimo anno. Per comprendere meglio ogni tipo di realtà, le vicende del passato e presente andrebbero sempre immaginate in termini di paragone. Nel caso specifico, si arriverebbe alla conclusione che l’attesa vissuta sul difficile sentiero della crescita, non è stata inutile. […]

La Roma va assumendo le dimensioni di una società moderna, ricca di innovazioni sul campo e di strutture portanti, avviata a figurare nell’elite del calcio mondiale. La nuova proprietà americana ha voluto dare un segnale forte, coerente con le promesse fatte alla gente, procedendo nell’opera di completamento affidata ancora a dirigenti di spessore come Baldini e Sabatini. Essi hanno saputo individuare con puntuale tempestività i difetti da correggere. In pochi mesi è stata rivoluzionata la squadra ispirandosi alla logica infallibile delle indicazioni fornite dal campo e dalle preziose esperienze custodite in cassaforte. La sontuosa campagna acquisti ha il sapore di qualità, cercata e conquistata, attraverso il lavoro paziente condotto a termine in ogni angolo del mondo. Le novità sono tante e importanti. Si potrebbe responsabilmente immaginare che stiamo ancora vivendo nel limbo delle brillanti amichevoli d’estate. Ma sapete che c’è di nuovo? Questo tipo di empirismo piace da impazzire. […]

Intanto speriamo di cominciare bene il gran ballo del Campionato, non inquinato dalle api velenose a strisce bianconere riapparse sul cielo di Pechino, dove è stato perpetrato il primo scippo della stagione sotto lo sguardo compiacente dell’amico Abete (il popolo del calcio aspetta il deferimento di chi ha offeso impunemente la magistratura sportiva). La Roma indossa l’abito delle grandi occasioni e si lancia in pista decisa a conquistare il consenso della giuria e della sterminata platea dei suoi appassionati. E’ giunto il momento di accantonare lo spirito di de Coubertin. Non basta più soltanto partecipare. Da troppo tempo mancano i successi di prestigio che merita il blasone romanista. E’ vero che non bisogna mai perdere di vista la prudenza consigliata dall’imprevedibilità del gioco del calcio. Ma lo spessore della squadra, induce a sognare con la certezza di festanti risvegli. Se è vietato parlare di scudetto, non è proibito immaginare la Roma in corsa con le altre verso il traguardo che conta. Adesso tocca al prof. Zdenek disegnare sullo spartito le note del giusto equilibrio fra solisti e violini di seconda fila[…]

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