«Siamo ancora in corsa»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) Misura i toni, sceglie le parole con cura ma la realtà è che dentro Walter Sabatini è un vulcano.

Bastava vederlo prima dell’inizio della partita seguire da bordocampo il riscaldamento della squadra, mai lasciata sola già da venerdì: era convinto, il ds, che la Roma a San Siro avrebbe fatto una grande prestazione. Ed era convinto che, dopo le ultime due vittorie, la squadra si fosse rimessa ampiamente in corsa per il terzo posto.

Il ko del Meazza complica, di nuovo, i piani ma Sabatini non molla la presa: «Non penso che questa partita ci tagli fuori dalla possibilità di lottare per il terzo posto. La squadra deve immediatamente resettarsi e ripartire, abbiamo il dovere morale di fare sempre meglio». La continuità è il grande limite di questa squadra. Nel primo tempo la Roma fa sempre bene (se le partite durassero 45’ sarebbe prima), nella ripresa arrivano i problemi. Sabatini spiega: «Non è un problema di calciatori giovani o meno, i giocatori sono giocatori. E’ un dato che vale la pena analizzare perché qualcosa succede. In qualche misura è anche confortante perché significa che siamo parzialmente competitivi. Ma il parzialmente nel calcio non basta». Massima fiducia, comunque, in Luis Enrique: «Il mister saprà individuare il problema e risolverlo».

Parole al miele, quelle di Sabatini ne confronti del tecnico. Toni più duri, invece, nei confronti dei giocatori: «I giocatori che sono qui devono dimostrare ogni domenica di essere da Roma. E’ vero che siamo un cantiere aperto, ma le risposte vanno date ora e non la prossima stagione. Di certo la rosa verrà migliorata l’anno prossimo». E chissà se ci sarà ancora Simon Kjaer: perfetto per un tempo e mezzo, sul secondo gol di Ibrahimovic ha più di qualche colpa. Sabatini ammette: «Devo ancora rivedere la partita, ma credo che abbia letto male la traiettoria. Non si accorge del taglio di Ibrahimovic alle sue spalle, quella era una palla intercettabile. Non voglio criminalizzare nessuno, tantomeno lui che fino a quel momento aveva fatto una partita impeccabile».

Da un difensore a un centrocampista, Marquinho. Sabatini giudica così la sua prestazione: «Per larghi tratti della partita l’ho visto giocare con la paura di non sbagliare, poi si è sciolto e ha fatto benino. Ma mi aspetto molto di più». Da lui e dalla Roma tutta. «Voglio rivedere bene la partita per vedere cosa è successo nel secondo tempo, soprattutto nei momenti decisivi. La sensazione è che potevamo vincere e invece abbiamo preso questo ribaltamento di fronte dopo un fuorigioco strano. Non ho capito bene alcuni episodi ma non voglio minimamente attaccarmi a questo. Anche perché ero e resto convinto che con un po’ di concentrazione avremmo potuto portare a casa un altro risultato»

 

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