Ljajic saluta tutti e dice sì

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – V.Meta) Un’ora e mezza di faccia a faccia con la Fiorentina, un salto ai campini per svuotare l’armadietto, salutare i compagni e rilasciare una breve intervista al canale ufficiale per dire addio anche ai tifosi viola (tutt’altro che affranti, visto che lunedì sera si dispiacevano della sua assenza per non poterlo fischiare un’ultima volta) e poi Adem Ljajic ha detto sì alla Roma e in serata ha preso il Frecciarossa per la Capitale. È bastata meno di mezza giornata all’attaccante serbo per convincersi che quella giallorossa fosse la soluzione migliore per lui: una maglia da titolare, un allenatore che lo stima e pure un ricco contratto, visto che l’inserimanto di qualche bonus permetterà al giocatore di ottenere i 300mila euro ancora in ballo.

 

 

Decisivo l’incontro di ieri mattina nella sede del club viola, dove l’amministratore delegato Mencucci non è andato tanto per il sottile nel colloquio con lui, il papà Samir e l’agente Ramadani: o state alle nostre condizioni o Adem resta qui ad aspettare il Milan, solo che con lui non avremo gli stessi riguardi di Montolivo e può anche prepararsi a passare la stagione in tribuna. Quanto basta per vincere gli ultimi tentennamenti diLjajic e del suo entourage, che ancora fino a lunedì cercavano di temporeggiare in attesa di un’irrinunciabile offerta da parte del Milan, club con cui Ramadani aveva da tempo trovato un accordo per il contratto. Da via Turati, però, nessuno si è fatto vivo e se anche lo avesse fatto, non è detto che a Firenze sarebbero stati disposti ad ascoltare, dopo che per dire no ai rossoneri era intervenuto Diego Della Valle in persona, e chi conosce l’ambiente viola sa che la sua parola è legge.

 

 

D’altronde, nei giorni scorsi in città si era parlato di un presunto incontro con Sabatini e Baldissoni tenutosi venerdì proprio in casa Della Valle, che avrebbe posto le basi di un accordo perfezionato nel fine settimana e di cui resta da mettere a punto solo qualche dettaglio. Una decina di milioni più bonus alla Fiorentina, circa 1,9 per quattro anni al giocatore,atteso in mattinata dalle visite mediche e pronto alla convocazione per la prima in casa di domenica contro il Verona. Del resto, a Firenze avevano già pronto il suo sostituto, Ante Rebic (accostato la scorsa settimana anche alla Roma, difficile pensare a un caso), non ancora ventenne attaccante croato, scuderia Ramadani come Ljajic. Così, mentre nella sede viola Mencucci (amministratore delegato con potere di firma anche in assenza di Cognigni) chiudeva l’affare con l’Rnk Spalato, Adem tornava a casa a fare i bagagli. Che la sua esperienza in viola fosse arrivata al capolinea era abbastanzo chiaro ormai da qualche tempo, visto che la partita per il suo rinnovo di contratto non è mai stata davvero giocata.

 

Dopo aver portato Jovetic al Manchester City, Ramadani ha raggiunto un accordo con il Milan, che lo avrebbe voluto per completare un giovane tridente con Balotelli ed El Shaarawy. Il problema è che dopo la vicenda Montolivo, quello rossonero era l’ultimo club con cui i Della Valle fossero disposti a fare affari. Di qui l’inserimento della Roma, che prima ha superato l’offerta di Galliani (attestata intorno agli otto milioni di euro) e poi è riuscita a convincere il giocatore a cambiare programmi, anche grazie al pressing della società viola, che negli ultimi giorni ha fatto capire piuttosto chiaramente a Ljajic che qualora avesse rifiutato i giallorossi, non avrebbe avuto vita facile con Montella. Da oggi comincia la sua nuova avventura nella Roma, con nuovi compagni, un nuovo allenatore e anche un nuovo numero di maglia, visto che il 22 che aveva nella Fiorentina è sulle spalle di Mattia Destro. Vent’anni da compiere il 29 settembre (stesso giorno di Shevchenko e Berlusconi, e infatti lo voleva il Milan), Ljajic arriva a Trigoria con le credenziali giuste: alla Lazio ha già segnato tre volte.

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