«Grazie Roma, ma vado via»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) – L’allenamento finisce, i giocatori stanno per rientrare negli spogliatoi.

Luis Enrique li chiama, ferma tutti, staff compreso. Chiede qualche minuto di silenzio. Poco distanti Baldini e Sabatini osservano la scena. Sono già stati informati su quello che il tecnico sta per dire. Luis Enrique prende la parola. In italiano, ogni tanto usa qualche termine in spagnolo. Non vola una mosca. I giocatori sono in circolo, qualcuno guarda l’allenatore, qualcun altro guarda per terra: «Me ne vado – dice Luis – perché non sono al 100%. Quest’anno è stato logorante e non me la sento di andare avanti senza la testa e le motivazioni giuste. Siete una squadra giovane, diventerete grandi e io vi auguro tutte le soddisfazioni possibili». Silenzio. Ancora Luis: «Vi ringrazio di tutto il supporto che mi avete dato in questi mesi, vi ringrazio per l’aiuto e per l’impegno che ci avete messo. Ringrazio chi ha giocato sempre ma ringrazio soprattutto coloro che hanno giocato di meno. Ci tengo a ribadire che le scelte che ho fatto sono state sempre per il bene della Roma».[…]

Di una storia che poteva essere lunga e vincente ma che è stata soltanto intensa. Bella, ma solo a tratti. Logorante per il resto. E il commento da Trigoria è uno solo: «Siamo tutti tristi». La notizia dell’addio di Luis Enrique alla squadra si diffonde nel primo pomeriggio. Si capisce subito dalle facce della squadra a centrocampo. I telefoni del Bernardini diventano incandescenti. Subito dopo l’addio del tecnico c’è quello altrettanto sentito di Giorgio Rossi nel ristorante. I dirigenti si dedicano al massaggiatore che lascia dopo 55 anni e non parlano. Almeno non ufficialmente. Lo farà oggi probabilmente Franco Baldini mentre domani nella conferenza stampa pre partita sarà Luis Enrique a dire la sua verità. Non si parlerà di Cesena – partita inutile, Totti a parte – ma il tecnico svelerà i motivi di un addio che da qualche settimana si era fatto sempre più probabile. Luis Enrique vive il saluto a Roma e alla Roma come una «sconfitta».[…]

Poi, domani, attraverso alla stampa si rivolgerà ai tifosi. Già, la gente. A Riscone il feeling è stato immediato. Non è passato neanche un anno eppure sembra una vita fa: Luis e Llorente che giocano al biliardino, i tifosi che gridano “Falli corre”, lui che promette “Trabajo, sudor ma anche bel gioco”. Poi la prima crepa, dopo l’eliminazione dall’Europa League, e poi ancora gli applausi e la fiducia rinnovata. Come in tutte le storie d’amore c’è sempre un punto di non ritorno. Nel bene e nel male. Quest’anno è stato Roma-Fiorentina. Prima della partita la Champions a un passo. Dopo la partita la delusione e la rabbia della gente per un’annata piena solo di amarezze.[…]

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy