I Roma Club: «Con l’Inter serve fare risultato»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Macedonio) «E’ un peccato che quell’atmosfera di grande entusiasmo che si era creata con l’arrivo di Zeman sia stata in parte soffocata dalla delusione per il mezzo passo falso con il Catania» dice Fabrizio Grassetti, presidente dell’UTR, che non nasconde come le aspettative dei tifosi fossero diverse alla vigilia della gara di domenica scorsa. «Un’immagine che resta comunque scolpita, quella dello stadio stracolmo di passione e in attesa di tornare a vedere una Roma di nuovo brillante. Come ha però detto lo stesso Zeman, può starci che, con l’esordio di alcuni giovani, probabilmente emozionati davanti a quel pubblico, e con una condizione fisica che risentiva delle fatiche muscolari del precampionato, potesse anche non arrivare il risultato. Questo non deve però far cambiare drasticamente il nostro giudizio sulla squadra, visto che siamo solo all’inizio della stagione e c’è tutto il tempo per crescere».

 

Come ci si prepara, dunque, a questo prossimo impegno con l’Inter? «E’ una partita che si annuncia certamente interessante. Direi un ottimo test, in cui però sarà importante trovare sia la prestazione sia, se possibile, il risultato. Nel calcio, come in tutti gli sport, si gioca per questo: si va in campo per vincere e, se non ci si riesce, non vuol dire che va comunque bene. E’ vero, a volte possono esserci gli arbitri, la sfortuna, o il caso… Ma siccome le partite belle, di solito, sono accompagnate anche dal risultato, mi auguro che possa esservi sia l’una che l’altro. Di torti subìti a San Siro potremmo farne un elenco lunghissimo, ma preferisco non parlarne anche per evitare che si creino alibi. Mi tornano comunque in mente, proprio ai tempi di Zeman, più di una sconfitta a Milano, anche col Milan, in cui la Roma non solo giocò bene, ma avrebbe addirittura meritato di vincere, tanto da uscire dal campo tra gli applausi».

 

Come sta vivendo l’Utr questo ritorno di Zeman sulla panchina giallorossa? «Stiamo giusto completando, presso la mostra di via Baccina, una sezione interamente dedicata a lui, partendo ovviamente dalle due stagioni, dal ’97 al ’99, in cui guidò già la Roma, con le maglie, i cimeli e i tanti pannelli fotografici, che confermano come gli esercizi “ginnici” di oggi siano gli stessi di allora. Contiamo di terminare l’allestimento nei prossimi giorni, non mancando di aggiornarlo, come si suol dire, in tempo reale. Abbiamo già inserito, infatti, la rovesciata di Osvaldo di domenica scorsa. E l’inaugurazione dovrebbe esserci giusto ai primi di settembre».

 

L’Utr sarà naturalmente presente a San Siro. «Ci saranno tutti i club di lì, da “Arena Giallorossa” al Roma club Milano. Insieme al blocco dell’Emilia Romagna e ai tanti club che si sposteranno dalle varie regioni, compresa la rappresentanza che partirà da qui».

 

Riguardo al ridimensionamento, sia pure circoscritto, dell’entusiasmo è d’accordo anche Francesco Lotito, presidente dell’AIRC. «La partita con il Catania, ma anche la cessione di Bojan al Milan, meglio sarebbe dire il regalo, hanno creato qualche perplessità tra i tifosi. Dispiace poi pensare che le sorti economiche della Roma siano legate al pagamento di uno stipendio in più o in meno. Avrei preferito che il nuovo presidente convocasse, qui, una bella conferenza stampa e annunciasse qualche nuovo acquisto, come in genere si fa in questi casi. Lo dico perché le nomine in teleconferenza non sono proprio il massimo. E’ molto più bello festeggiare tutti insieme, avendo magari la possibilità di incontrarlo. Mi aspetto anche che Sabatini, anche se c’è tempo fino a domani (oggi, ndr), pensi a qualche rinforzo in difesa, sapendo che, dietro, le alternative sono rappresentate da due ragazzi di diciassette e diciotto anni, mentre a sinistra Dodò non ha ancora fatto un allenamento intero con i compagni, trascorsi due mesi da quando è arrivato».

 

E’ il mercato, dunque, al centro dei pensieri? «Penso a Borriello. Spero che non venga prestato con metà dello stipendio a carico della Roma. Perché mi sono un po’ stufato che si continui a fare beneficienza in favore di squadre che sono in diretta concorrenza con noi per entrare in Europa. Oggi (ieri, ndr) c’erano i sorteggi delle Coppe ed è triste dover prendere atto che anche quest’anno ne stiamo fuori».

 

Cosa ti aspetti, già a partire da domenica? «Dopo l’anno fallimentare con Luis Enrique, l’auspicio di tutti è che con Zeman si possa risalire in classifica e occupare una posizione migliore di quella dell’anno scorso. Come associazione ci siamo già impegnati per Milano, con una nostra delegazione che andrà su e ha già in programma anche uno scambio di gagliardetti con gli esponenti del coordinamento dei club interisti. Quanto alla partita di domenica sera, dopo il pareggio con il Catania, diventa ancora più importante fare risultato. Perché altrimenti si partirebbe male e, a Roma, partire male crea sempre tanti problemi e discussioni. L’Inter è obiettivamente una delle squadre più forti in questo momento, avendo fatto una bella campagna acquisti, e dopo la Juve, è – secondo me – la più accreditata a far bene quest’anno. Penso che Palacio e, ancor più, Silvestre avrebbero fatto comodo anche a noi. Dalla Roma mi aspetto comunque una grande partita. Spero che l’ingresso di Destro dia qualcosa di più in attacco e che Totti venga fatto giocare nella posizione a lui più congeniale. E soprattutto, confido in Zeman. Incrociando le dita…».

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